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Niente più note occidentali a Teheran

Giro di vite contro la musica proibita. Divieto nei taxi e sanzioni salate

Niente più note occidentali a Teheran
Dopo l'abbronzatura, Teheran si scaglia contro la musica occidentale. A distanza di una settimana dall'annuncio del provvedimento anti-tintarella, ecco un nuovo provvedimento sicuramente atipico per una democrazia. Il responsabile del trasporto nazionale iraniano, Rasul Abbasi, avrebbe vietato la musica «occidentale» nei taxi di Teheran. Almeno questo quanto si apprende dal sito dell'opposizione iraniana Peikeiran.
"Agli autisti dei taxi è severamente vietato ascoltare musica illecita (ovvero quella occidentale e contraria al regime) durante l'orario di servizio", ha detto Rasul Abbasi.
Non un'indicazione, bensì una vera e propria norma di legge con tanto di sanzioni per i disobbedienti. I tassisti che verranno sorpresi ad ascoltare musica illecita od occidentale (anche se su richiesta dei clienti) saranno perseguiti in base alla legge e rischiano la revoca della licenza e il sequestro dell'auto.
Abbasi ha anche invitato i gestori del servizio taxi nelle varie città iraniane ad aumentare i controlli sul personale per garantire il rispetto della "legge islamica".
A dir la verità, questa legge non nasce certo sotto Admadinejad, in quanto venne ratificata nel 1979 nel corso della rivoluzione iraniana. Tuttavia negli ultimi anni le nuove generazioni nate sotto il segno di Internet stanno violando sistematicamente questa norma, rendendola obsoleta e insanzionata.
Proprio per questa tendenza, le fazioni ultraconservatrici e i grandi ayatollah hanno deciso di dare un nuovo giro di vite in materia, riportando in auge questa legge ormai dimenticata dagli stessi iraniani.

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Commenti all'articolo

  • sorciverdi

    08 Maggio 2010 - 16:04

    ...tuttavia mi pare da schizofrenici che un ministro arrivi a vietare la musica occidentale sui taxi: non ha niente di meglio da fare? Queste cose dovrebbero far riflettere il nostro amatissimo Gianfranco Fini -e con lui tutta l'opposizione- riguardo al fatto di concedere la cittadinanza a chi appena appena sa biascicare qualche parola d'Italiano e se è incensurato. Forse il fine pensatore ed i suoi amici non capiscono che un conto è, ad esempio, integrare un Argentino ed un conto molto, molto diverso è integrare persone provenienti da galassie lontane da noi proprio come il mondo islamico radicale. Non tutto il mondo islamico è così: una percentuale di Turchi, ad esempio, sta probabilmente ridendo di questo provvedimento di un loro correligionario e così forse fa qualche mio stra-occidentalizzato amico libanese, però non sono loro a rappresentare l'islam quanto invece quel ministro che vuole fare tutti santi per decreto legge...e senza colonna sonora!

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