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Marina olandese libera i pirati somali arrestati

Il motivo? Nessuno li vuole nelle proprie carceri

Marina olandese libera i pirati somali arrestati
Ancora una volta alcuni pirati somali arrestati sono stati rilasciati in mancanza di un paese disposto ad "ospitarli" nelle proprie carceri. Questa volta è toccato all’Olanda la cui marina ha dovuto rilasciare 11 pirati appena catturati. Il problema? Mancanza di una destinazione.

Se non altro la marina ha annunciato di aver sequestrato loro tre imbarcazioni. Solo ieri lo stesso era successo con la marina russa, che era riuscita a liberare una petroliera assaltata dai corsari somali per poi doverli liberare sempre per assenza di un carcere in cui inviarli.

Al momento non è stato ancora possibile trovare un’intesa internazionale su dove detenere e come processare i pirati catturati. Non senza frustrazione per i vari paesi europei che partecipano alla missione UE Atalanta. Anche perché spesso le operazioni di cattura   sono complesse: ieri gli 11 pirati erano stati individuati da un aereo da ricognizione svedese che aveva trasmesso le informazioni alla nave di pattuglia più vicina, l’olandese 'Johan de Witt'. Questa, a sua volta, aveva proceduto alla cattura.

Secondo un portavoce di Atalanta, sebbene i pirati avessero gettato in mare le armi, gli olandesi avevano comunque potuto reperire sufficiente materiale di prova contro  di loro. Non sempre, però, i pirati la fanno franca in questo modo. Così quando un’altra nave della marina olandese aveva liberato dai pirati la nave container tedesca "Taipan", i dieci arrestati sono stati condotti in un carcere olandese in attesa di esser estradati in Germania per un regolare processo. Mancano, tuttavia, regole generali e degli standard di riferimento di fronte a questo dilagante problema.

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Commenti all'articolo

  • polarbadbear

    08 Febbraio 2011 - 11:11

    Visto che le nazioni aggredite non sanno come comportarsi con questa gente, propongo che dopo un processo sommario, senza spendere troppi soldi, vengano appesi per il collo ai pennoni delle navi aggredite, come si usava una volta. Buona caccia ai nostri marinai, anche se penso a quel che ci costa, belin le palanche chi le tira fuori? Sempre noi!

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  • sorciverdi

    08 Maggio 2010 - 16:04

    Se portano armi non lo fanno certo per darsi un tono quanto per usarle. Questo dovrebbe suggerire che il problema si può risolvere con un breve conflitto a fuoco come suggerisce giustamente fonty al quale mi associo. Siamo daccapo di fronte al solito problema: il mondo civile usa metodi civili e gli altri no per cui ci si trova a dover rilasciare dei bastardi figli di puttana che torneranno a fare i pirati, magari lasciandosi dietro qualche morto. Spero solo che se si arrivasse a poterli perseguire penalmente, il processo non si tenesse in Italia altrimenti verrebbero subito liberati a causa della loro infanzia difficile, della povertà, delle cattive compagnie, del fatto che erano sotto l'effetto di stupefacenti, eccetera e probabilmente finirebbero anche per tenere lezioni nelle unversità dove potrebbero spiegare che la colpa è tutta del colonialismo perché loro, altrimenti, sarebbero pacifici e tranquilli. Esagero? Non credo.

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  • fonty

    fonty

    08 Maggio 2010 - 12:12

    Io sarò cinico ma questa gentaglia va levata di mezzo. Si fucilano e poi si dice che non si sono voluti arrendere sparando con le loro armi, così si risolvono tutti i problemi di processi e di detenzione. Ah dimenticavo, ora i soliti buonisti dell'ultima ora me ne diranno di ogni. Io auguro a questi ipocriti di trovarsi nelle grinfie di quei banditi e passare quello che hanno passato gli sfortunati sequestrati.

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