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Gli Usa rischiano una Pearl Harbour elettronica

E' l'ex consigliere anti terrorismo dell'era Clinton a lanciare l'allarme. "Un attacco informatico paragonabile a un'esplosione nucleare"

Gli Usa rischiano una Pearl Harbour elettronica
Gli Stati Uniti devono prepararsi a un attacco informatico di larga scala che potrebbe causare centinaia di migliaia di morti e mettere in ginocchio il Paese in meno di 15 minuti. A lanciare l'inquietante l’allarme è l'ex consigliere dell'anti-terrorismo del presidente Bill Clinton, Richard A. Clarke. L'esperto teme che le falle nel sistema informatico statunitense possano portare a una "Pearl Harbor elettronica". Proprio Clarke, nel gennaio del 2001, otto mesi prima degli attentati dell'11 settembre, inviò una nota all'allora segretario di Stato, Condoleezza Rice, mettendola in guardia sulle potenzialità di al Qaeda e suggerendo di prendere maggiori precauzioni.

Pearl Harbour elettronica -
Lo scenario immaginabile è apocalittico. Secondo Clarke il primo computer a essere preso di mira dai cyber-terroristi potrebbe essere all'interno del Pentagono e da lì l'attacco potrebbe propagarsi rapidamente e arrivare alle raffinerie di Philadelphia e Houston, al traffico aereo, alle metropolitane di New York, Washington e Los Angeles. Un attacco che, secondo l'ex consigliere di Clinton potrebbe essere paragonato a un'esplosione nucleare.

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Commenti all'articolo

  • gimet

    11 Maggio 2010 - 10:10

    Speriamo che succeda, solo in america però. In tal caso avremmo risolto tutti i problemi economici dell'europa. Pensateci, alla luce del disastro economico in corso (per colpa di chi?).

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  • franziscus

    10 Maggio 2010 - 14:02

    non vi deve essere nessun contatto fra la rete e le eventuali reti interne che gestiscono impianti di qualunque tipo. E' un accorgimento tanto semplice quanto importante.

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  • milagrosgilq

    09 Maggio 2010 - 22:10

    Chavez vuole non il dialogo ma la confrontytzione con i suoi detrattori, ma su Facebook circola questa notizia: Burundangayeye le esta dandio la caza a Candanaga... Chavez vuole non il dialogo ma la “confrontazione” con i suoi detrattori; e poi, come è possibile che riceva tanti messaggi di appoggio quando la sua posizione ogni giorno è più barcollante e lui, si rende più radicale: qualche anno fa, il nemico della rivoluzione era la oligarchia, oggi è diventata la borghesia, domani sarà il popolo??? Un regime che usa i bambini per fare della propaganda politica, proselitismo politico non può essere definito i n altro modo che regime dittatoriale ove la verità può essere penalizzata con il carcere. Ove la gente ha paura di parlare perché la delazione è in agguato. Un governo che permette che assassini terroristi del ETA ricercati dall’interpol e non per buona condotta circolino liberamente,e che occupino incarichi importanti. sul territorio venezuelano.

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  • franzmr

    09 Maggio 2010 - 13:01

    I computer importanti che controllano i processi industriali non devono essere in nessun caso collegati nemmeno di straforo ad internet, devono essere sistemi isolati ed autonomi, io ho lavorato in impianti industriali sensibili, centrali elettriche, ed era così almeno prima, quelli amministrativi erano in rete, gli altri assolutamente no, le due reti erano fisicamente isolate tra di loro.

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