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Dopo la Grecia, è la Romania a tremare

Tagli di stipendi pubblici (25%), di pensioni e sussidi (15%) per far rientrare il debito

Dopo la Grecia, è la Romania a tremare
Ci eravamo abituati a sentirlo pronunciare dal premier ellenico Giorgos Papandreou. Ma evidentemente i sacrifici economici e le impopolari misure "Lacrime e sangue toccheranno anche alla Romania. Oggi, infatti, il presidente Traian Basescu ha annunciato un piano d’austerità improntato al rigore e ai rubinetti chiusi, reso necessario da un debito pubblico che, esattamente come in Grecia, rischia di sfuggire di mano.
Bucarest ha infatti deciso di intervenire sul fronte della spesa pubblica con un piano d’austerità che prevede, tra le altre cose, un taglio dei salari dei dipendenti pubblici e delle società partecipate del 25%, con un taglio di sussidi e delle pensioni del 15%. Oltre ai tagli economici, prevista una contrazione della forza lavoro nella pubblica amministrazione di oltre 70000 unità.
E, come da copione, la piazza e la gente comune non ha preso bene queste decisioni, che stanno provocando un enorme malcontento.
Oggi i pensionati hanno chiesto la testa del presidente Basescu. Il 19 maggio sarà la volta dei sindacati, già sul piede di guerra e con uno sciopero nazionale organizzato proprio per quella data. Infuriati anche gli insegnanti che minacciano di mettersi in sciopero "sine die" dal 31 maggio, facendo saltare così l’anno scolastico.

Oltre ad andare a frugare tra le tasche dei dipendenti pubblici e dei pensionati, il governo di Bucapest avrà anche l'obbligo di buttarsi sul mercato per prendere in prestito i 5 miliardi di euro che necessita immediatamente per impedire che il disavanzo statale superi il 9%. A tal proposito, però, la commissione Fmi ha vincolato lo sblocco della quinta tranche del prestito (850 milioni di euro) alla realizzazione di una sterzata decisa che porti il deficit 2010 entro il limite del 6,8 per cento del Pil nel 2010. Senza questa stretta sui conti, non se ne fa nulla.

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Commenti all'articolo

  • simo70

    14 Maggio 2010 - 12:12

    Con un pò di lungimiranza, si poteva immaginare che certi stati avrebbero avuto difficoltà a stare al passo con paesi come Germania-Francia ecc. e che si sarebbero trovati in difficoltà.. Ma chi è che ha voluto buttare dentro anche la Romania?? Per che prodotti/marchi è conosciuta nel mondo?? Ha x caso industrie/designers/imprenditori/agroalimentare/moda/cinema/ ecc. famosi nel mondo?? Quindi?? Chi ha fatto scelte politiche sbagliate xk non chiede scusa pubblicamente?? Di chi è la colpa?? Il vs Giornale che dice non ha paura di dire le cose come stanno, xk non ci spiega?? Scusate lo sfogo, ma ne ho le p..... piene.

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  • uycas

    13 Maggio 2010 - 08:08

    PErchè volevano far entrare nell'Euro tutti questi stati senza un soldo bucato? Ai tempi 1999 l'italia. Portogallo, spagna ed altri Stati non Germanizzati hanno dovuto sputare sangue e piangere lacrime amare. I sacrifici economici non potevano essere richiesti prima del loro ingresso nella UE? Questi Stati avremmo fatto a meno di tenercili in casa. L'UE e la UEM sarebbero state perfette al massimo con 16 20 stati Membri e non quasi una trentina. Non era meglio mantenere l'europa a due velcoità Stati del nord e stati del sud come previsto negli anni 80 dal piano Colombo Ghensher? GLi stati del mediterraneo Francia compresa stanno pagando il prezzo di un euro troppo poco competitivo sul mercato internazionale, utilie solo per importare e sconveniente per vendere.

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