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Obama:"Mi sento il responsabile per le vittime civili in Afghanistan"

Il mea culpa del presidente Usa nella conferenza con Karzai. Intanto la Nato conta altre due vittime

Obama:"Mi sento il responsabile per le vittime civili in Afghanistan"
Forse mai si era visto un Presidente chiedere scusa per una guerra che nemmeno aveva lanciato in prima persona. O meglio, il precedente c'è ma si riferisce ai raid aerei delle truppe tedesche dello scorso settembre, quando si registrarono 90 vittime civili.
Oggi, però, il presidente USA, Barack Obama si è autodichiarato "responsabile" delle morti dei civili afghani registratisi nel corso della missione di pace.
L'affermazione del presidente statunitense è avvenuta nel corso della conferenza stampa congiunta con il leader afghano Hamid Karzai di questo pomeriggio alla Casa Bianca.
"Alla fine sono responsabile - ha attaccato Obama -, così com'è responsabile il generale Stanley McChrystal che comanda le truppe della Nato quando qualcuno che non partecipa a una battaglia viene ucciso".
 "Ci sono scelte che devo fare, come ogni persona implicata in un’operazione militare. E dunque, non prendiamo questo fatto alla leggera perché vogliamo ridurre il numero di vittime civili, non soltanto per i problemi creati al presidente Karzai, ma perché non voglio che civili siano uccisi. E faremo tutto ciò che è in nostro potere per evitare che ciò accada".

Intanto, però, in Afghanistan si registrano altre due vittime, in questo caso militari delle truppe della NATO.
La prima caduta in battaglia è stata il sergente maggiore Valerica Leu, tredicesima vittima romena nel Paese. La donna è rimasta uccisa in un attacco portato dai guerriglieri islamici al contingente rumeno stanziato nel sud del Paese.
Secondo fonti della Difesa di Bucarest (che ha inviato in Afghanistan circa 1200 soldati), la militare della NATO è morta per le ferite riportate dalla deflagrazione di una mina.
Oltre alla vittima rumena, sempre questa mattina nella medesima area ha perso la vita anche un soldato di nazionalità statunitense, il cui comando è stato attaccato dagli islamici con armi leggere. In questo caso, però, l’identità della vittima non è stata ancora resa nota per consentire la preventiva notifica del decesso alla famiglia.

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Commenti all'articolo

  • Alessandro.Rinaldi

    13 Maggio 2010 - 10:10

    Un tempo si conferiva il premio Nobel ai fatti e non alle intenzioni che gli individui testimoniavano. Ma non sembra che ora sia più così. Tuttavia il premio Nobel Obaba potrebbe responsabilmente accettare ed agire di conseguenza, al fine di manifestare nei fatti il suo senso di "responsabilità" per i troppi civili uccisi "colletterabilmente" in Afghanistan dalle truppe sotto il comando americano (Isaf o Nato che dir si voglia), ordinando alle sue truppe di andarsene da quel Paese, che mai le richiese, che mai nè accettò l'occupazione, che mai nè condivise le pratiche e le scelte. Ma questo sarebbe "un fatto". Meglio quindi per lui continuare ad esprimere un'intenzione, che accontenterà tutti senza nulla cambiare.

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