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Blob Obama: il nuovo progetto in Internet

Sei o sette minuti di immagini "rubate" per capire cosa succede dietro le quinte della Casa Bianca

Blob Obama: il nuovo progetto in Internet
Alla Casa Bianca lo chiamano "video blog" ma in effetti è un "blob" di immagini apparentemente rubate a Barack Obama. I responsabili della comunicazione del presidente le pubblicheranno ogni settimana sul sito della Casa Bianca. In tutto sei o sette minuti di dietro le quinte sotto il titolo "West Wing Week", dal nome dell’ala della residenza presidenziale dove si trova lo Studio Ovale. Questa iniziativa promette di essere «la vostra guida a tutto quello che succede al numero 1600 di Pennsylvania Avenue».

In realtà i video, montanti dal grafico video ufficiale Arun Chaudhary, «rappresentano l’immagine che la Casa Bianca vuole dare di se stessa e del suo principale inquilino, senza il filtro dei giornalisti», scrive oggi il Washington Post sottolineando come nel blog video non si rivelino notizie. Nel montaggio infatti si alternano immagini che mostrano un Obama presidenziale, come quando parla dell’emergenza marea nera o della riforma finanziaria, a quelle che raccontano un presidente più privato ed autoironico. Proprio come appare nel video in cui goffamente presenta al presidente cileno Sebastian Pinera il premier olandese Jan Peter Balkenende al summit sul nucleare: «dimmi,  uh, hai già incontrato Jan?».

Non mancano poi le chicche, anche queste, forse, frutto di un’accurata regia: nel video che riprende il presidente seduto alla sua scrivania che compila il modulo del censimento, si sente il presidente mormorare «sono un vecchio ormai». Frase detta proprio mentre scrive la sua età, 48 anni. Oppure la scena in cui ride insieme al suo segretario di Stato, ed ex acerrima avversaria alle primarie Hillary Clinton, di una fotografia del portavoce Robert Gibbs. C'è poi anche un dietro le quinte nelle, finora, misteriose cucine della Casa Bianca mentre i cuochi sono intenti a prepararem la cena della Pasqua ebraica.

Intervistato dal Post, il professor Mordecai Lee che studia i rapporti tra la Casa Bianca e le pubbliche relazioni nella storia, sottolinea che sempre i presidenti hanno cercato di sfruttare le nuove  tecnologie per favorire la propria immagine pubblica. «Grover Clevaland è stato il primo presidente ad apparire in una  pellicola cinematografica - ricorda il docente dell’Università del   Wisconsin - Calvin Coolidge il primo a parlare alla radio e se Bill   Clinton è stato il primo comandante in capo a sbarcare su Internet e  George Bush il primo ad usare in modo organico la Rete, la campagna elettorale vinta nel 2008 da Obama ha fatto diventare Facebook,   YouTube e Twitter strumenti dell’attività politica a tutti gli effetti - conclude - West Wing Week rientra in questa tradizione vedendo nell’iniziativa anche un tentativo di aggirare i giornalisti di Washington per cercare un contatto diretto con il pubblico».

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    15 Maggio 2010 - 22:10

    Non se la prenda,Lei ce l'ha messa tutta ma, devono passare ancora altri cento anni,prima che gente di colore possa governare gli USA. Con affetto un cittadino italiano.

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