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Il Senato USA apre alla riforma della finanza. I mercati reagiscono male

La legge potrebbe diventare esecutiva a fine mese. Giù le borse asiatiche

Il Senato USA apre alla riforma della finanza. I mercati reagiscono male
Il terremoto della finanza, questa volta, non arriva da Wall Street, bensì dal Senato di Washington.
Dopo i timori e il temporeggiamento delle scorse settimane, infatti, ieri pomeriggio anche i senatori hanno dato il via libera al progetto di riforma delle regole della finanza, già approvata lo scorso dicembre sui tavoli della Camera. Il partito democratico, infatti, è riuscito a trovare i voti necessari per dare il via a un vero e proprio ribaltone che dovrebbe essere volto a scongiurare futuri crack, speculazioni e derivati fuori controllo.
La votazione ha infatti visto 59 voti a favore, di cui quattro repubblicani, e 39 voti contrari, di cui due democratici, convinti che le norme non fossero ancora sufficientemente stringenti.

Ottenuto questo importante via libera, ora l’impalcatura della legge dovrà essere riconciliata in Senato con quella varata dalla Camera, prima di approdare sul tavolo del presidente Barack Obama per la firma e l'entrata in vigore.
In tal senso, tra le differenze maggiori da superare figura il fondo da 150 miliardi di dollari, finanziato attraverso commissioni che verseranno le banche e che servirà per far fronte ai costi di liquidazione delle società in fallimento.
Oltre al fondo di 150 miliardi di dollari per la liquidazione delle società, ciò che è stato deciso in Senato è la creazione di un comitato di supervisione per la stabilità finanziaria, mentre si attuerà la registrazione presso la Sec degli hedge fund e delle società di private equità. Infine i derivati verranno scambiati su piattaforme pubbliche e ad alcune delle maggiori banche verrà richiesto di separare i loro desk di swap, facendoli confluire in società controllate.
"La riforma proteggerà i consumatori, la nostra economia e renderà Wall Street responsabile", ha dichiarato entusiasta il presidente Barack Obama, il quale dovrebbe avere novità sulla sua scrivania già entro fine maggio.

Chi non l’ha presa bene, invece, sono i mercati.
Archiviato con un profondo segno “-“ la giornata di giovedì 20 maggio, oggi le piazze finanziarie hanno riaperto in forte calo. I mercati asiatici hanno perso terreno e promettono di portare a fondo anche gli indici europei e statunitensi: l’indice Nikkei ha chiuso in calo del 2,5%, Taiwan perde il 2,51% e Seul l'1,83%; meglio è andata a Hong Kong (-0,17%).

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