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Obama in Lousiana: "La responsabilità ultima di questa crisi è mia"

Il presidente ha promesso di non abbandonare le popolazioni della zona già disastrata dall'uragano Katrina

Obama in Lousiana: "La responsabilità ultima di questa crisi è mia"
L'arrivo del presidente - Barack Obama è arrivato in Lousiana per vedere con i suoi occhi il disastro ecologico provocato dalla marea nera. Proprio oggi, giorno in cui la BP sta per per completare la sua procedura "Top Kill" che, al momento, sembra aver dato i suoi risultati. Il presidente ha passeggiato sulla spiaggia di Port Fourchon raccogliendo palle di catrame e ricordando i delfini visti in mare avvolti, ora, da acque contaminate. «Non vi abbandoneremo. Mi prendo l’ultima responsabilità di questa crisi, sono il presidente è il compito spetta a me» ha affermato usando un’espressione già utilizzata da Truman, "Buck stops with me".
«Ovviamente - ha aggiunto Obama - la preoccupazione è che fino a quando la perdita non sarà fermata continueremo ad avere problemi».   Il presidente ha quindi parlato alle popolazioni della Louisiana, già colpita dall’uragano Katrina e su cui pende ora un rischio di grave crisi economica per la contaminazione delle paludi. Con loro Obama si è impegnato a aumentare gli aiuti spiegando di aver incaricato il segretario alla Sicurezza, Janet Napolitano, e la Guardia Costiera a «triplicare le forze sui posti dove il petrolio ha colpito le coste o è in procinto di farlo nelle prossime 24 ore».

Il messaggio alla Bp - La British Petroleum, alle prese con il mega-sifone su cui si sta giocando la reputazione, vuole cercare di fare in frettaper  sistemare la situazione, ma soprattutto vuole mostrare la propria responsabilità «pagando fino all’ultimo centesimo per i danni arrecati». La compagnia petrolifera ha proprio oggi aggiornato i dati del suo impegno finanziario per far fronte alla marea nera pari a 930milioni di dollari, oltre 750milioni di euro.

Un nuovo provvedimento - Intanto la Camera dei Rappresentanti ha votato un provvedimento per quadruplicare le tasse su ogni singolo barile di greggio portandole da 8 a 32 centesimi. Questi soldi serviranno a finanziarie un fondo speciale per ripagare i danni provocati dalla marea. L'obiettivo è di raccogliere 12miliardi di dollari in 10 anni. Sempre oggi il ministero dell’Interno Usa ha nominato Bob Abbey, capo dell’agenzia per la Gestione del territorio, responsabile ad interim dell’agenzia che controlla le attività estrattive offshore (Minerals Management Service). Abbey prende il posto di Liz Birnbaum, che si è dimessa ieri per essere stata travolta dalle polemiche sul mancato controllo della piattaforma Deepwater Horizon all’origine del più grande disastro ambientale Usa.

L'operazione "Top Kill"
- Ci vorranno comunque altre 48 ore per sapere se l’operazione "Top Kill", pensata per chiudere la falla, avrà avuto successo. Ha riferito il numero uno della compagnia BP, Tony Hayward, che nel frattempo ha assicurato che l'operazione «sta andando abbastanza bene». Per l’ammiraglio della Guardia Costiera, Thad Allen, saranno cruciali le prossime 12-18 ore. Dopo una sospensione di 16 ore perché i risultati non apparivano sufficienti, l’operazione è ripresa nella notte. Nel pozzo sono stati immessi gomma e altri materiali. Dell'altro fango sarà pompato nel corso della giornata. Hayward ha ammesso
, per la prima volta, in un’intervista alla Cnn la gravità dell’incidente: «Questa è chiaramente una catastrofe ambientale, non c'è un altro modo per definirla». Fino a oggi aveva sempre minimizzato l'impatto.

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Commenti all'articolo

  • dubhe2003

    29 Maggio 2010 - 17:05

    Cosa dovrebbe fare Obama....fregarsene della Luisiana? Non è che accollandosi la "Responsabilità ultima",rallegri la popolazione! Sino ad ora,il vero disastro nel Pianeta lo ha e lo sta creando...guarda caso il petrolio, per buona pace della...lungimiranza degli ecologisti anti-energia nucleare.

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