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Giappone, il premier Hatoyama lascia

Fatale la protesta popolare contro la base americana a Okinawa

Giappone, il premier Hatoyama lascia
È durato otto mesi e mezzo il mandato di Yukio Hatoyama. Il premier ha rassegnato le dimissioni in seguito alle proteste popolari contro la base americana di Futenma, che occupa circa 5 chilometri quadrati e ospita più o meno 2.000 soldati, sull’isola di Okinawa.

Yukio Hatoyama è stato l’artefice della storica vittoria elettorale del Partito Democratico, formazione politica per la prima volta al governo, dopo circa cinquant’anni ininterrotti di governi formati dal Partito Liberaldemocratico di centrodestra. Hatoyama aveva condotto una campagna elettorale aggressiva, basata su riforme sociali, sostegni pubblici, lotta agli sprechi. È inciampato sulla politica estera. Aveva promesso – con leggerezza, senza trattare con Washington – il trasferimento fuori dal Giappone della base americana di Futenma sull’isola di Okinawa.

Il 15 maggio, in occasione dell’anniversario della restituzione dell’isola di Okinawa al Giappone, circa 15.000 cittadini hanno circondato la base dei Marines in segno di protesta. Da tempo gli abitanti lamentano l'inquinamento, il rumore e lo stile di vita dei militari. Dopo aver tentato nelle settimane scorse di scusarsi, il premier Hatoyama ha lasciato l’incarico spinto dalle pressioni del suo partito. A luglio ci sono le elezioni per il rinnovo del Senato e la popolarità del primo ministro era in picchiata.

Il direttivo del Partito Democratico ha già in mente le alternative e venerdì sarà designato il nuovo leader di partito che assumerà il compito di formare il nuovo governo. Il favorito per la sostituzione è l'attuale vicepremier e ministro delle Finanze giapponese, Naoto Kan, apprezzato in patria per la gestione della crisi finanziaria.

Il Giappone attraversa un periodo di instabilità politica e la poltrona di Primo ministro inizia ad essere una maledizione. Hatoyama è il quarto premier dimissionario negli ultimi quattro anni. Prima di lui si erano succeduti tre esponenti del Partito Liberaldemocratico,  Shinzo Abe, Yasuo Fukuda, Taro Aso.

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Commenti all'articolo

  • ottomila

    02 Giugno 2010 - 20:08

    Fulgido esmpio di coerenza. Ha agito senza esssere certo di poter mantenere fede alle promesse fatte e pertanto è giusto che paghi. Anche se in buona fede, ha raggirato i suoi elettori e la nazione intera. Magari ci fossero esempi simili in Italia. Qui in Italia a gente che si comporta nello stesso modo gli danno un premio. Saluti

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