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Marea nera, s'incastra la super-sega

Ennesimo intoppo nelle operazioni per chiudere la falla. Il greggio raggiunge il largo di Alabama e Mississippi

Marea nera, s'incastra la super-sega
 Incastrata come una sega qualsiasi in un tronco. Ennesima disfatta nella guerra al buco della marea nera. La sofisticata sega circolare dalla dentatura al diamante che avrebbe dovuto portare a termine la prima parte dell’operazione 'Cut and cap' è rimsta infatti incastrata nel braccio mobile del pozzo. Svanisce così l’esaltazione seguita al primo taglio del braccio, portato a termine senza problemi nella notte, e si allontana la speranza che il quarto tentativo della British Petroleum di fermare la fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico possa riuscire con successo.
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"La priorità ora è scastrare quella sega", ha detto il responsabile delle operazioni di contenimento, l’ammiraglio della Guardia costiera Thad Allen.



"La priorità ora è scastrare quella sega", ha detto il responsabile delle operazioni di contenimento, l’ammiraglio della Guardia costiera Thad Allen. Nonostante questo incidente stia ritardando la messa a punto di una delle operazioni più rischiose intentate finora dalla Bp, Allen, tra i rappresentanti federali sul posto, ha preferito non alimentare il panico generale affermando che non si tratta di una grave problema. Ha auspicato che si possa portare a termine la missione entro oggi. Se ciò avverrà, gli uomini di Bp, attraverso robot sottomarini, dovrebbero riuscire a installare un grande tappo sulla supervalvola del pozzo in grado di catturare il greggio che verrà poi aspirato in superficie. Se l’operazione non avrà successo, il taglio del braccio del pozzo, causerà un aumento del 20% della fuoriuscita di greggio.

Nel frattempo il greggio color ruggine che sta ormai dilagando nel Golfo ha toccato ieri le isole-barriera al largo di Alabama e Mississippi. Una grossa chiazza si trova ormai a 15 chilometri dalle candide spiagge della Florida e potrebbe toccare le spiagge di Pensacola entro il fine settimana.

 Le autorità locali si stanno già mobilitando per far fronte all’emergenza e stanno ancora aspettando dalla Bp, gestore della piattaforma esplosa che ha causato il disastro, la risposta a una richiesta di 150mila dollari per comprare attrezzature per ripulire le spiaggie. Secondo le ultime previsioni dell’Amministrazione nazionale per l'oceano e l’atmosfera, la macchia di petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Deepwater Horizon si sta dirigendo verso la baia di Mobile, insenatura al delta del fiume Mobile vicino all’Alabama. Da qui le correnti le porterebbero sempre più ad est verso le coste di Alabama e Florida.

Jane Lubchenco, capo della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), ha detto che l’impegno del governo di fronte alla catastrofe è totale. " Abbiamo contattato i migliori esperti nel paese per far fronte all’emergenza: oltre 200 scienziati stanno valutando le operazioni della Bp", ha detto Lubchenco, precisando che team scientifici stanno raccogliendo campioni di acqua del Golfo per capire esattamente dove si trova il greggio e quale impatto avrà. Si stanno effettuando anche studi sull'impatto del greggio sulla salute umana e sull'ecosistema nel breve, medio e lungo termine.


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Commenti all'articolo

  • dubhe2003

    04 Giugno 2010 - 22:10

    Abbiano un sussulto!Dove sono....,hanno forse perduto la favella? Ironia della sorte...,è il petrolio il vero colpevole della morte di Gaia.Manifestazioni contro il nucleare che non produce CO2; ma l'oro nero...disinfesta!?

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  • bastaaa

    03 Giugno 2010 - 11:11

    o dovrei ormai meglio dire golfo del Messico nel greggio- Impatto sulla salute umana? non bisogna essere scienzuiati per intuire che sarà deleterio con nuove ondate di tumori e intossicazioni.

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