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Benedetto XVI a Cipro: "I musulmani sono nostri fratelli"

Dolore per la morte di monsignor Padovese ma nessuna colpa ai turchi

Benedetto XVI a Cipro: "I musulmani sono nostri fratelli"
“I musulmani sono nostri fratelli nonostante le diversità”. Il Papa prova un profondo dolore per la morte di monsignor Padovese, che ha contribuito alla preparazione del prossimo Sinodo in Medio Oriente, ma l’ombra dell’assassinio “non oscura il dialogo”.

Nella conferenza stampa sull’aereo che lo porta a Cipro, il Pontefice lancia un messaggio di pace e riconciliazione al mondo arabo. “L’omicidio non è attribuibile alla Turchia e ai turchi, è un fatto privato”, ha risposto alle domande sull’assassinio del vescovo italiano: “Non è un atto politico né religioso, aspettiamo tutte le spiegazioni, ma non vogliamo adesso mescolare questa tragica situazione al dialogo con l’Islam e ai problemi del nostro viaggio”.

Arrivato all’aeroporto di Paphos, Benedetto XVI ha dedicato una parola di conforto per i cristiani in Medio Oriente che “devono affrontare, talvolta in circostanze difficili, vivendo la comunione con la Chiesa cattolica e offrendo la loro testimonianza a servizio della società e del mondo”. Cipro è il posto adatto “per lanciare la riflessione della nostra Chiesa sul posto della secolare comunità cattolica del Medio Oriente, la nostra solidarietà con tutti i cristiani della regione e la nostra convinzione che essi hanno un’insostituibile ruolo da sostenere nella pace e nella riconciliazione fra i suoi popoli”

GAZA - In riferimento al blitz israeliano, il Papa invita alla calma: “ Ogni giorno dobbiamo imitare Dio nella sua pazienza, nonostante tutti i casi di violenza, non bisogna perdere la pazienza e avere il coraggio di ricominciare. Il compito della Chiesa è di “creare la disposizione del cuore per ricominciare di nuovo, nella certezza che possiamo andare avanti, perché la violenza non è soluzione”.

LA VISITA A CIPRO – “La Chiesa di Cipro rappresenta un ponte fra Oriente e Occidente”, ha detto il Pontefice riferendosi alla divisione sull’isola dei cattolici fra cristiani e ortodossi. Oltre il messaggio ecumenico, il Papa ha parlato anche della divisione politica dello stato mediterraneo in due parti, una repubblica legata alla tradizione greca e l’altra turca proclamata dopo l’intervento militare di Ankara nel 1974. Benedetto XVI invita a vivere nel rispetto dei propri vicini. Nessuna implicazione politica - ha precisato il Papa durante il viaggio in aereo - solo un “messaggio religioso che dovrebbe preparare gli animi a trovare l’apertura per la pace”.

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Commenti all'articolo

  • luca60

    05 Giugno 2010 - 17:05

    anche la comunita cristiana indonesiana lo credeva, anche il vescovo lo credeva, anche padre Santoro lo credeva! io per conto mio sono arcistufo di questa posizione della chiesa romana ormai prona alla loro violenza fisica e verbale di questi nostri fratelli, che continuerrano ad ammazzare in lungo e largo nei loro paesi ed altrove! Ma il problema di benedetto decimosesto! e' il blocco di Gaza! Quando si sveglieranno da questa "magnifica utopia" sarà tardi e i fratelli saranno alle porte della città di Pietro!!

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  • khomey

    05 Giugno 2010 - 16:04

    Fratelli di chi? Miei no di sicuro, grazie. Provi, il signor Ratzinger, a fare un giretto, da solo, in qualche stradina turca e si renderà subito conto di quanto è amato dai SUOI fratelli musulmani.

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  • ADIP28

    05 Giugno 2010 - 15:03

    Mi sembra proprio una forte ipocrisia affermare che i MUSSULMANI che anche rispettosiano "NOSTRI FRATELLI". Prova pure a farti prendere...caro Pontefice e poi constaterai da solo. Hai voglia TU a predicare l'utopia della fratellanza.......

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  • simo70

    05 Giugno 2010 - 13:01

    Ci hanno proprio imbavagliato x bene! I taglialingua, come li chiama Magdi Allam, leggete i suoi libri,

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