Cerca

Cina, sciopero in una ditta collegata all'Honda: Vogliamo un sindacato libero

Protesta da tre giorni, raddoppiati gli stipendi, ma non basta

Cina, sciopero in una ditta collegata all'Honda: Vogliamo un sindacato libero
Gli operai della fabbrica che fornisce componenti al marchio nipponico Honda scioperano. Accade in nella Cina comunista, dove gli scioperi non sono contemplati perché regna (dovrebbe) l’armonia sociale. I dipendenti sfilano per le vie di Zhongshan (cittadina del sudest) e chiedono a voce alta il diritto di formare il proprio sindacato, uno vero, non come quelli gestiti dall’autorità centrale.

Lo sciopero sta ostacolando la produzione di Honda, che nel mercato cinese ha venduto circa 600 mila vetture lo scorso anno, circa il 17% del fatturato globale della casa giapponese. Diverse aziende cinesi collegate al gigante automobilistico stanno attraversando un periodo di turbolenza. Il primo beneficio accordato dalla società è il quasi raddoppio dello stipendio ai circa 1.700 operai per tener a bada gli animi surriscaldati. Le forze di polizia hanno osservato i manifestanti senza intervenire durante la manifestazione di questa mattina. Cresce l’agitazione sociale legata alle dure condizioni economiche a cui sono costretti a lavorare gli operai cinesi. E insieme cresce anche il malessere per il potere comunista.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • paolozinni

    13 Giugno 2010 - 17:05

    SCIOPERO LA CINA E’ FATTA! E’ il Giappone che merita il premio Nobel per la pace 2010. I dirigenti della Honda China di Guangzhou sono riusciti a a far scendere in sciopero i 1.400 lavoratori cinesi del loro stabilimento di parti di ricambio. La richiesta dei lavoratori? Aumento di salario del 80%? I due giorni di negoziazione hanno portato ad un risultato storico... 24% di aumento del salario pari a un aumento di 32 usd al mese. Si avete letto bene il salario passerà da 150 dollari a 182 dollari al mese. Sembra di essere sul set di Ocean 13, o di oggi le comiche. Paolo Zinni www.redoct.it

    Report

    Rispondi

  • renatarossi

    12 Giugno 2010 - 21:09

    Forse se stanno meglio a casa loro,ci rimangono?

    Report

    Rispondi

  • pippo65

    11 Giugno 2010 - 13:01

    forse gli schiavi del " evviva il comunismo che è la libertà" si sono svegliati e si sono rotti le balle del politburo del popolo che in nome dell'uguaglianza, fratellanza e libertà, li stava trattando come ai tempi della meravigliosa repubblica romana, faro del progresso dell'umanità, dove la vita dei subumani schiavi contava tanto quella di una gallina da allevamento. Ora faranno la vera rivoluzione contro i veri nemici del popolo, il kuomitang bolvescico maoista e magari saranno guidati dalla martire e coraggiosa chiesa del silenzio, che per decenni ha pagato la propria fede e libertà di parola con campi di rieducazioni, persecuzioni, esecuzioni e chi più ne ha, più ne metta. Già perchè è chiesa anche quella, non solo quel gruppettino di infami preti pedofili.

    Report

    Rispondi

blog