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Primi scontri in Iran tra l'Onda Verde e la polizia

Nonostante il black-out informativo, su Twitter trapelano le prime informazioni sulla manifestazione

Primi scontri in Iran tra l'Onda Verde e la polizia
Nonostante il black-out informativo e mediatico imposto da regime di Teheran, iniziano ad arrivare le prime notizie di scontri tra l’Onda Verde (i manifestanti che protestano contro le irregolarità nella rielezione di Ahmadinejad dell'anno scorso) e le forze di sicurezza governative.
La notizia arriva direttamente dalle pagine del social network “Twitter”, dove alcuni testimoni oculari avrebbero assistito e documentato il contatto tra le due fazioni in via Enqelab, uno dei luoghi simbolo della rivolta contro il governo.
Difficile ovviamente verificare la bontà dell’informazione e il numero dei manifestanti, tuttavia voci non confermate parlano anche di un sempre più consistente assembramento di oppositori in piazza Ferdowsi, nel centro della capitale iraniana. Stesso scenario anche nelle piazze Imam Hossein, Haft-e Tir e Azadi
Rimanendo nel campo delle poche indiscrezioni trapelate dai siti dell’opposizione di Ahmadinejad, si ha notizia anche di un presidio degli studenti dell’Università di Teheran davanti all’ateneo, caricati dalla polizia nel corso della mattinata.

La protesta – L'Onda verde si definisce come “un movimento indipendente e non violento volto ad ottenere l’organizzazione di libere e regolari elezioni''.
Proprio per la sua mission, i manifestanti sono scesi in piazza a un anno di distanza dall’ultima, discussa tornata elettorale che ha confermato Ahmadinejad alla guida dell’Iran, non senza accuse di brogli, intimidazioni e di inganni elettorali.
Annunciata già da diversi giorni, il governo era già pronto a fronteggiare la protesta dell’Onda Verde, anche con atti delegittimatori nei confronti dei simboli della manifestazione.
Giovedì sera, infatti, nel corso della trasmissione della tv pubblica
"8 e mezza", il marito del premio Nobel iraniano per la Pace del 2003, Shirin Ebadi, è andato davanti alle telecamere criticando la consorte.
"E' una cattiva moglie, politicamente traviata", ha detto davanti alle telecamere
Jawad Tavasolian.
La moglie (che si trova da un anno all'estero), ha però riferito al "Der Spiegel" che il marito, arrestato nel luglio del 2009, deve essere stato costretto alla sceneggiata.

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