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Usa, Ronnie Lee Gardner condannato a morte per fucilazione

Nell'attesa ha letto un libro e visto il film: "Il signore degli anelli"

Usa, Ronnie Lee Gardner condannato a morte per fucilazione
Una condanna all'antica - Un plotone di esecuzione composto da 5 cecchini, tutti volontari, ha eseguito la condanna per fucilazione di Ronnie Lee Gardner, di 49 anni, il condannato a morte nello Uutah per un duplice omicidio. È la prima vittima che sceglie una condanna a morte per fucilazione negli Stati Uniti negli ultimi 14 anni. A nulla è valsa la richiesta di clemenza, di ieri, degli avvocati del detenuto. Gardner è stato condannato nel 1985 per la morte di un avvocato, mentre tentava di fuggire dal tribunale dove veniva giudicato per un omicidio commesso l’anno precedente.

Le ultime ore di vita - «Ha voluto che nessuno lo vedesse mentre lo fucilavano. Avrei voluto essere lì per lui. Gli volevo molto bene, era il mio fratello minore», ha detto Randy Gardner, poco dopo l’annuncio della morte di Ronnie. Secondo quanto riferito da una fonte carceraria, il detenuto ha atteso il momento dell’esecuzione senza lasciare tradire alcuna emozione: è rimasto calmo, ha letto un libro e guardato un film, "Il signore degli anelli".

Una condanna rara
- Lo Utah ha abolito le esecuzioni per fucilazione nel 2004 ma i condannati a morte prima di questa data conservano il diritto di scegliere il modo in cui morire. Anche se è diventata rarissima, la fucilazione conosce un proprio rituale. All’ora designata, il condannato, che indossa una tuta blu, viene legato ad una sedia nera, nella camera d’esecuzione, posta davanti a un pannello a prova di proiettile e circondato da sacchi di sabbia per evitare che i colpi vaganti rimbalzino nella stanza. Cinque rappresentanti delle forze dell’ordine armati di carabine Winchester 94 si sistemano a 8 metri dal condannato: uno di loro ha l’arma caricata a salve, in modo che nessuno di loro possa essere sicuro di avere partecipato effettivamente all’esecuzione. Un cerchio in tessuto bianco viene appuntato all’altezza del cuore del detenuto con il veltro, mentre un recipiente viene posto ai suoi piedi per raccogliere il sangue. Dopo avere pronunciato le sue ultime parole, la testa del condannato viene coperta con un cappuccio e i boia fanno fuoco, senza sapere chi tra loro causerà la sua morte. I testimoni presenti non possono vedere il viso dei cecchini.

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Commenti all'articolo

  • VincenzoAliasIlContadino

    18 Giugno 2010 - 14:02

    Premesso che sono per la pena di morte per chicchessia, ma solo per i reati di Strage, boss, droga, terrorismo e attentato alla Sicurezza dello Stato specialmente applicabile per quei Magistrati ottusi che usano scorciatoie sotto i riflettori che vogliono sovvertire le Istituzioni aggirandoli per fini Politici: vedi lo spu**to di Segreti di Stato. In poche parole, sono contro il 41bis e la galera, ma favorevole ad istituire campi di recupero dati alla Protezione Civile per adattarli a mestieri e lavori che solitamente tralasciati da giovani per fare i “ Magistrati per un giustizialismo sciuè sciuè” per quei mestieri (naturalmente con microchip gps), che ora i nostri figli non intraprendono più a differenza del sottoscritto e milioni di terruncielli gia in fasce in bottega. Piegatemi, se oggi un giovane con laurea e Master non riesce a trovare lavoro come fa se uno è pure restato in galera innocente? Ecco del no alla galera alla “schiavettones ” tangentopoli piaccio o no a Di Pietro: il Pool applicava il Giustizialismo, che era una fucilazione a pieno petto ad un presunto colpevole, se non mi credete, chiedetelo a Giulio Andreotti, Calogero Mannino e Rino Formica! Io l’ho fatto: uomini ridotti a rottame, tanto per essere chiari ai sinistrorsi, a quelli senza bavaglio, le intercettazioni alla carlona: è condanna a morte non solo dei Valori, ma pure della Democrazia! E io pago. http://vincenzoaliasilcontadino.splinder.com/ http://vincenzoaliasilcontadino.ilcannocchiale.it/

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