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Atene, attentato contro il Ministero dell'Interno. 1 vittima

È Giorgio Vassailakis. Il Ministro Chrisochoidis promette l'arresto dei terroristi

Atene, attentato contro il Ministero dell'Interno. 1 vittima
Attentato terroristico contro l'ufficio del ministro dell'Interno greco, Michalis Chrisochoidis. L'esplosione è stata causata da un pacco bomba, proprio nell'ufficio dell'aiutante del ministro. Lo scoppio ha sfondato il muro di divisione dell'ufficio dell'aiutante con quello dello stesso Chrisochoidis che, fortunatamente, non si trovava nell'edificio. Secondo le fonti della polizia appare evidente che l'attentato è avvenuto poco prima delle ore 21.00 dell'ora locale, con lo scopo di uccidere. L'esplosivo utilizzato era infatti potente e sarebbe dovuto detonare all'apertura del pacco. Altrettanto noto ai terroristi era l'orario di lavoro del ministro e dei suoi stretti collaboratori.

Chrisochoidis ha subito avvertito il Premier Giorgio Papandreou che ha allertato tutte le forze di polizia. Uno degli aiutanti del ministro è morto, mentre una delle guardie del corpo è rimasta ferita. Il ministro dell'Interno ha dichiarato che "i terroristi assassini saranno arrestati e processati" e ha dato la conferma della morte del suo più stretto collaboratore, Giorgio Vassilakis, di 53 anni. Chrisochoidis ha detto di aver perso "un buon amico e un bravo collaboratore", promettendo che la lotta contro il terrorismo continuerà sino alla fine.

L'attentato è avvenuto in un periodo di relativa calma sul fronte della violenza armata, dopo una serie di successi conseguiti da Chrisochoidis, che era riuscito a smantellare la principale organizzazione, Lotta Rivoluzionaria, arrestandone il presunto capo e cinque collaboratori. Ma l'azione del ministro, che negli anni scorsi aveva già sgominato la storica organizzazione marxista rivoluzionaria "17 Novembre", aveva provocato la temibile risposta di un'organizzazione fiancheggiatrice, la "Cospirazione dei Nuclei di Fuoco". Questa aveva compiuto lo scorso maggio diversi attentati, senza vittime, contro il carcere di massima sicurezza di Korydallos, ad Atene, e contro il palazzo di giustizia di Salonicco.

Nel rivendicarli, come risposta alla crescente repressione poliziesca, i Nuclei avevano annunciato una "intensificazione dell'azione rivoluzionaria" contro "la crisi sociale provocata dal piano di austerità" e per "la liberazione" delle persone arrestate. Nel comunicato i Nuclei esprimevano inoltre la massima solidarietà per gli anarchici greci e internazionali detenuti, fra cui l'italiano Alfredo Bonanno, 73enne. Questi, uno dei massimi teorici dell'anarco-insurrezionalismo, è detenuto in Grecia dallo scorso anno in attesa di processo per complicità in una rapina a mano armata.

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