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G20, la ripresa economica è ancora fragile. Dimezzati deficit pubblici entro il 2013

Non passa l'imposta sulle operazioni finanziarie. E la Cina pone il veto sullo Yuan

G20, la ripresa economica è ancora fragile. Dimezzati deficit pubblici entro il 2013
La priorità è quella di "salvaguardare e rafforzare la ripresa" in maniera tale da avviarsi verso una "crescita sostenibile e equilibrata". Rimane questo un punto essenziale perchè la ripresa economica, anche se in crescita, risulta ancora "fragile" e il tasso di occupazione in molti Paesi del mondo rimane ancora a un "livello inaccettabile".
I Grandi della Terra guardano quindi alla direzione dello sviluppo, ma credono fortemente che, per raggiungere l'obiettivo, le finanze pubbliche debbano essere rafforzate, unitamente a una maggiore trasparenza dei sistemi finanziari.

Dimezzare i deficit pubblici- Respinta la tassa sulle transazioni finanziarie sospirata dala cancelliera tedesca Angela Merkel, sostituita però da una formula di compromesso sulle politiche economiche e di bilancio. E al primo posto c'è la decisione dei Venti di dimezzare i deficit pubblici entro il 2013 e di ridurre, senza però specificare una percentuale, il rapporto tra debito e Pil, entro il 2016.

No alla tassazione globale sulle banche- Ed è anche accordo mancato in merito alla tassazione globale sulle banche, che sarà semplicemente utilizzata come una delle possibili soluzioni per recuperare i costi delle crisi finanziarie e dei salvataggi delle istituzioni creditizie. In ogni caso, la scelta degli strumenti più adatti spetterà a ciascun Paese, in completa autonomia e senza vincoli.

Nuovi standard sul Basilea3- Il comunicato finale del G20, conclude affermando che "stiamo costruendo un sistema molto più resistente, in grado di rispondere ai bisogni delle nostre economie, riducendo il danno morale, limitando l'insorgere del rischio e sostenedo una crescita economica forte e stabile". E proprio in riferimento a ciò, appare decisamente significativo l'impegno a attuare nuovi parametri sul capitale e sulla liquidità delle banche, ovvero il cosiddetto Basilea3.
Tutti i Paesi adotteranno, entro la fine del 2012, "nuovi standard" con l'obiettivo di attuare il nuovo quadro normativo, nel massimo rispetto del criterio della gradualità. Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, si è detto lieto dell'"appoggio dei Grandi" alla questione. I leader del G20 hanno accolto, in sostanza, il programma di riforme proposto dal Fsb.

La Cina pone il veto sullo Yuan-  Il veto della Cina ha inoltre impedito ogni riferimento alla rivalutazione dello yuan, anche se resta il solito riferimento ai cambi «più flessibili». Alcuni Paesi emergenti, come il Brasile, hanno definito, inoltre, "poco realistico" e anche pericoloso per la ripresa, l’obiettivo di dimezzare i disavanzi pubblici entro il 2013. E, a crisi tutt’altro che conclusa, si registra così un vero e proprio  sfilacciamento fra i Venti. Secondo il leader cinese Hu Jintao, "i rischi che incombono sull’economia mondiale restano molto gravi e gli effetti della crisi finanziaria non sono ancora stati eliminati". Del parere opposto, invece, il premier Silvio Berlusconi che ha mostrato ottimismo, dichiarando che il G20 si è svolto in un’atmosfera decisamente differente rispetto agli incontri precedenti perché "c’è la percezione che la crisi è alla spalle".

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Commenti all'articolo

  • ubik

    28 Giugno 2010 - 13:01

    NON SERVE A NULLA!!! SOLTANTO AD ASSEGNARE ULTERIORI CARICHE POLITICHE SIMBOLICHE!

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  • Viking

    28 Giugno 2010 - 09:09

    G8, G20, meeting urgenti... tutte cose inutili! Quando mai uno di questi summit è stato fondamentale per prendere qualche decisione? E perchè nessuno parla dei costi (1 M-I-L-I-A-R-D-O di dollari) che il Canada ha speso per organizzare questo G8? Non era meglio destinare quei soldi ad affrontare veramente la crisi?

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