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Molestie "sadiche" su minori: vent'anni a sacerdote australiano

Il prete avrebbe abusato di almeno 25 ragazzi in diverse scuole. E il New York Times attacca il Papa

Molestie "sadiche" su minori: vent'anni a sacerdote australiano
La pressione psicologica che esercitava sulle giovani vittime era tanto spropositata da far spendere ai magistrati l'aggettivo "sadico" per definire il suo atteggiamento. John Sidney Denham, 67 anni, è u prete australiano, condannato dai giudici del suo paese a 19 anni e dieci mesi di carcere per molestie a danno di decine di giovani e pedofilia. L'uomo di chiesa secondo la sentenza ha abusato di almeno 25 ragazzi incontrati in diverse scuole della città di Sidney e nello stato del Nuovo Galles tra il 1968 e il 1986. Il giudice Helen Syme, che ha esaminato il caso ricostruendo tutti gli episodi contestati, ha sottolineato l’aspetto "sadico" degli abusi "pianificati" dal prete, che aveva creato un clima di "paura e di depravazione" grazie al quale il religioso è rimasto impunito per anni. La confessione resa dal sacerdote non è servita a intenerire il giudice, che gli ha inflitto 19 anni e dieci mesi di reclusione. 
Sempre in tema di pedofilia nel mondo ecclesiastico, dopo la decisione della Corte Suprema americana sulla possibilità di processare la Santa Sede per un caso di molestie sessuali perpetrate dal clero locale, il New York Times torna ad affrontare lo scandalo degli abusi con un lungo articolo che prende in esame il ruolo svolto da Papa Benedetto XVI prima e dopo essere diventato pontefice.Un titolo in prima pagina sottolinea come "il Papa è stato parte della cultura della non responsabilità, della rimozione, di rinvii cavillosi ed esplicito ostruzionismo" da parte della Chiesa. "Più di ogni altro responsabile del Vaticano, fatta eccezione per Giovanni Paolo II, il Cardinale Joseph Ratzinger", al tempo in cui era prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, "avrebbe potuto prendere misure decisive negli anni Novanta per evitare che lo scandalo (della pedofilia, ndr) si diffondesse come una metastasi da un paese all’altro, crescendo in proporzioni tali da minacciare adesso di consumare il papato", scrive il NY Times.  Il prestigioso quotidiano newyorkese ricorda infine che  "come Papa, Benedetto ha incontrato le vittime di abusi sessuali per tre volte" ma il quotidiano non manca di sottolineare che "oggi la crisi degli abusi sta divampando nel cuore cattolico dell’Europa" e "il Vaticano, sotto Benedetto, sta rispondendo ancora agli abusi dei preti con il suo ritmo, mentre è assediato da un mondo esterno che vuole che si muova più velocemente e con più decisione".

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Commenti all'articolo

  • ADIP28

    03 Luglio 2010 - 15:03

    Sarebbe un a mera illusione che il VATICANO possa mettere la parola "FINE" a questi fatti sempre tenuti nascosti e che si sono venuti a sapere soltanto ora. Bisogna tenere conto anche di tutti gli altri fatti...... anche attuali e correnti...e che non si sapranno mai. La Natura è la NATURA e non si può in alcun modo batterla perchè è programmata in ogni di noi sia di Essere Femminile e sia di Essere Maschile. Pertanto, il Vaticano, se vuole amdare per una via più credibile deve fare molti passi indietro ribaltando l'attività sessuale come "PECCATO" e introdurre la libertà e la normalità NATURALE del sesso ed abolendo del tutto il CELIBATO che non è stato mai nè in Cielo e nè in Terra (Solo chiacchiere... esclusi...in parte...solo quelli che hanno più di 70 anni....). Certe "Regole" come tante ma tante altre ancora..... lasciano molto a desiderare, fonti eterne di dubbi, di reclami e di critiche sempre inascoltate.

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  • jack1980

    03 Luglio 2010 - 14:02

    Dire che per i reati a sfondo sessuale(in generale, contro adulti o minori) bisognerebbe dare condanne più elevate è assolutamente illogico. Infatti se la condanna per violenza sessuale si avvicina troppo a quella che verrebbe data per omicidio, l'unica risultato sarà aumentare il numero di casi di "violenza sessuale + omicidio", dato che, a rigor di logica, lo stupratore, sapendo che il numero di anni che rischia sono gli stessi con o senza l'omicidio, sceglierebbe molto probabilmente di uccidere la vittima in modo da non lasciare in vita l'unica persona che potrebbe chiaramente accusarlo direttamente.

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  • antari

    02 Luglio 2010 - 15:03

    Io ne avrei dati di piu'. Si tratta di fatti MOLTO GRAVI. Invece, per le violenze sessuali di LIEVE ENTITA' verso minori non ci deve essere l'arresto obbligatorio. Firmato: Gasparri, Bricolo, Quagliariello, Centaro, Berselli, Mazzatorta e Divina.

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