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In Somalia la Jihad recluta le donne

Le "amazzoni" hanno fatto il loro ingresso in scena con il kalashnikov in mano. La capitale è accerchiata dai Giovani Mujahidin

In Somalia la Jihad recluta le donne
La Jihad in Somalia sta formando il suo contingente di donne, “le amazzoni”. La campagna di reclutamento dei Giovani Mujahidin (Shabab) – il gruppo impegnato nella guerra santa somala – mira a unire le donne tutte insieme alla stessa bandiera per respingere il plotone africano dell’Igad (Autorità Intergovernativa per lo sviluppo che raccoglie 7 paesi dell’Africa orientale: Somalia, Eritrea, Etiopia, Gibuti, Kenya, Sudan, Uganda) inviato da pochi giorni per tentare di riportare la calma in uno Stato sconquassato dalla guerra civile. I Shabab osteggiano il governo transitorio del presidente Ahmad Sharif (supportato dall’Unione Africana) e stanno ricorrendo a tutti gli espedienti . L’ultima trovata – rivelata dal sito Somaliamemo, noto per la sua vicinanza con i ribelli islamici – è quella di chiamare alle armi le donne attraverso una selezione che si è già compiuta nelle città di Chisimaio e Beledweyn. E stando alle immagini, il reclutamento procede bene (in alto donne con il niqab alzano i kalashnikov, foto Adn). L’annuncio della nascita della brigata femminile – scesa in piazza mercoledì nella periferia nord di Mogadiscio per sfilare con i Giovani Mujahidin) è stato dato quattro giorni fa dallo sceicco Mukhatar Robow, uomo reduce dall’Afghanistan, legato ad Al-Qaeda. “Sono giovani donne addestrate alla guerra santa, pronte a scendere in campo per combattere al nostro fianco contro le milizie del governo apostata e le truppe del contingente africano”, ha commentato lo sceicco. Scettico sull’utilità di questa nuova forza rosa il giornalista Salaad Iidow Xasan, direttore del popolare sito somalo Hiiraan Online. “L’idea di dare vita a un corpo femminile per la Jihad era nata già nel 2006  quando Mogadiscio era sotto il controllo delle Corti Islamiche, al cui interno c’erano sia attuali membri governativi sia elementi legati agli Shabab” spiega Xasan all’AdnKronos. Ma l’esperienza non prese mai piede perché le Corti furono sgominate dalle truppe etiopi. Il reclutamento è, secondo il direttore, “solo propaganda sulla pelle delle donne somale per spaventare i 2 mila soldati supplementari dell’Igad”. Intanto, i ribelli hanno accerchiato Mogadiscio. A ogni modo, ora come ora, parola del presidente provvisorio Ahmad, “il destino della Somalia è nelle mani di Al-Qaeda e di un gruppo di fondamentalisti”. “Voglio che sappiate che – ha detto il capo dello stato a interim all’Assemblea dell’Igad di lunedì scorso ad Adis Abeba – la Somalia sta attraversando un momento delicato e pericoloso. Sta soffrendo per le azioni condotte dai terroristi di al-Qaeda ed e' per questo che vi chiediamo un aiuto militare urgente". Il pericolo è imminente per la sicurezza della Somalia, con o senza le “amazzoni”.

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Commenti all'articolo

  • spuntinidiferro

    12 Luglio 2010 - 06:06

    sono talmente interdetta che non mi hanno dato Manco la patria potesta hahaha!!!

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  • ferrarigiuliano

    11 Luglio 2010 - 18:06

    che molte di queste "signore" ci rimettano la pelle almeno non daranno "prodotti" idioti alla loro guerra santa. Nessuna pietà per dementi del genere.

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  • castalia

    11 Luglio 2010 - 18:06

    penso che dovresti fare qualcosa per la tua patria!

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  • arnaldo40

    11 Luglio 2010 - 12:12

    Questi esseri non meritano niente.

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