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Altri otto cristiani espulsi dal Marocco

Accusati di proselitismo. Nel 2010 sono già 130 le espulsioni

Altri otto cristiani espulsi dal Marocco
Era uno dei Paesi a religione mussulmana più tollerante dell’intero pianeta, sia per le sue radici storiche che per la vicinanza geografica con l’Europa e la Spagna. Tuttavia in questo 2010 in Marocco qualcosa sembra essere cambiato.
Confermando una tendenza preoccupante in questa prima metà dell’anno, in questi ultimi quindici giorni altri otto stranieri di religione cristiana sono stati espulsi dallo Stato africano con l’accusa di proselitismo, ossia il tentativo di conversione dei mussulmani ad altre religioni.

Lo ha reso noto l'associazione Portes Ouvertes (Porte Aperte) che difende i diritti dei cristiani nel mondo e che denuncia una vera e propria "epurazione a sfondo religioso".
Nello specifico, le ultime espulsioni riguardano due francesi, due svizzeri, un egiziano, un nigeriano, una spagnola e una libanese, sposate entrambe con dei marocchini. Il fatto più eclatante è che la donna libanese è stata costretta a lasciare sul posto la figlia di sei anni: secondo l'associazione, le autorità marocchine sono state irremovibili.

Precedenti –
Con le ultime otto espulsioni salgono a 130 i provvedimenti simili dall’inizio dell’anno.
Il certificato di via più ingente rimane sempre quello dello scorso marzo, quando le autorità marocchine arrestarono 27 cristiani, espellendone altri 26. Tra questi c’era anche un monaco francescano (primo cattolico espulso da 30 anni), il cui allontanamento ha provocato la chiusura dell'orfanotrofio Village of Hope di Ain Leuh, sui monti dell'Atlante, dove sono stati espulsi i 16 evangelisti che assistevano i 33 bambini ospitati nel centro.

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Commenti all'articolo

  • ubik

    17 Luglio 2010 - 15:03

    Per me potete cacciare tutti, non me ne può fregà di meno. Basta che non mi parlate del vaticano e dei preti, potete fare quello che volete. Ammazzateli tutti.

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  • claudioF

    17 Luglio 2010 - 12:12

    - SEGUITO - I soldati,almeno cinque volte inferiori di numero ,furono attaccati dai "poveri ospiti".Il mio amico,assieme a quattro colleghi, posto in posizione dominante venne attaccato da una dozzina di clandestini che tentaron invano di scalare la scarpata. Occorre evidenziare come la componente maghrebina sia stata la più agguerrita.La popolazione di Lampedusa, la quale in un primo tempo aveva sostenuto i clandestini accusando i soldati di prepotenze e maltrattamenti, ha prontamente fatto il voltafaccia invocando l'aiuto delle istituzioni poichè i clandestini stavano saccheggiando l'isola!! Per concludere, i carabinieri dovettero catturare tutti i fuggiaschi e rinchiuderli nuovamente nel campo. Impiegarono 24 ore.

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  • claudioF

    17 Luglio 2010 - 12:12

    ...Per ricordare a tutti che lo Stato Italiano paga € 70,00 al giorno per ogni clandestino ospitato nei C.P.A.(vedi Lampedusa). Lo scorso anno, all'epoca della rivolta dei clandestini proprio nell'isola mediterranea un mio caro amico, aviere scelto, era di servizio proprio nel centro di Lampedusa. Mi ha raccontanto di come i maghrebini in particolare sputino ed insultino i nostri soldati, i nostri usi, si lamentino di tutto e tutti, siano degli abituee del campo. Mi ha raccontato che mentre lo Stato gli regala sigarette, vestiti, vitto, alloggio, la tessera telefonica internazionale e del denaro contante al modico costo di € 70,00 al giorno(€2100,00 al mese, quanto un pensionato medio percepisce in 4 mesi) i poveri clandestini spaccavano tutto aiutati in un primo tempo dai locali.-continua-

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  • primus

    17 Luglio 2010 - 12:12

    Proporrei al ministro degli esteri di rispondere a questa iniziativa con l'espulsione di 80 marocchini e vedere chi si stufa prima. Cosa dicono i preti, le Acli sempre proti ad intervenire per questa gente con assistenzialismo e iniziative che vanno ben oltre una normale assistenza, mentre bisognosi italiani non si assiepano davanti alle canoniche per una loro dignità.

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