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Troppo caldo a Berlino, permessi straordinari per non lavorare

E' il Fisco a concederli. "Vogliamo evitare collassi o simili". In Russia proposta "la pennichella d'ufficio"

Troppo caldo a Berlino, permessi straordinari per non lavorare
Meno male che i tedeschi sono rappresentati come un popolo severo e impietoso. A Berlino, invece, con questo gran caldo (leggi il pezzo su Italia bollente), i lavoratori hanno ottenuto il permesso di restare a casa. Succede all'agenzia del Fisco della capitale tedesca, dove nonostante le alte latitudini rispetto all'Italia le temperature in questi giorni sono costantemente superiori ai 30 gradi.

In una circolare scritta dal capo dell'Intendenza di Finanza della capitale e diretta ai dipendenti si legge "Ciascuno di voi deve decidere da sè fino a che punto riesce a lavorare nonostante queste temperature". E poi: "Dovreste prendere questa decisione tempestivamente, prima di essere vittima di un collasso circolatorio o simili". La nota assicura che, per ottenere il permesso, basterà comunicare l'assenza al capoufficio. E conclude con una frase che sembra quasi un'esortazione a seguire il consiglio: "Oggi, in molti casi, un'interruzione del servizio può essere una decisione intelligente che avrà la mia comprensione". Prima della firma, il messaggio è altrettanto eloquente: "Con un saluto in un bagno di sudore".

Il problema, a quanto pare, sono i malori che insorgono nel tragitto da casa a lavoro. La maggior parte dei berlinesi si sposta con i mezzi pubblici, treni e metropolitane, e a quanto pare gli impianti di condizionamento dei mezzi continuano a rompersi per via del gran caldo.

Sabato scorso la Deutsche Bahn, ferrovie tedesche,  è stata costretta a evacuare tre treni a causa dei guasti ai sistemi di condizionamento e alcuni passeggeri - colti da malore per le temperature che nelle carrozze avevano raggiunto anche i 50 gradi - sono stati ricoverati in ospedale. Ieri, le ferrovie hanno ammesso che gli impianti di climatizzazione si rompono se le temperature superano i 32 gradi.

Pennichella d'ufficio a Mosca - L'emergenza caldo investe anche la Russia dei rigidi inverni. Il Cremlino ha dovuto sospendere il cambio della guardia a piedi e a cavallo e il capo  dell’Authority sanitaria, Gennady Onishchenko, ha proposto persino il pisolino "d’ufficio" oltre alla limitazione della giornata lavorativa per fronteggiare l’ondata di calore. La capitale del freddo tenta di correre ai ripari, mobilitando anche l'esercito che si aggira su camion cisterne per le vie della città spruzzando acqua fresca sull'asfalto bollente.
Le previsioni parlano di giornate a 36 gradi per almeno altri 5 giorni. E si teme per la popolazione: in un dolo giorno due persone sono morte e si sono registrati più di venti casi di malore. Impossibile trovare ristoro anche nella metropolitana, benché sia una delle più profonde al mondo: le temperature nelle stazioni vanno dai 26 ai 31 gradi. Tra le vittime dell'afa si contano poi anche i russi annegati nel tentativo di trovare ristoro in bacini d’acqua e stagni.

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