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Hillary Clinton a Kabul: ritiro delle truppe entro luglio 2011

Nella conferenza internazionale sul futuro del Paese prospettata "una nuova fase". Hamid Karzai: "Responsabilità sicurezza entro il 2014"

Hillary Clinton a Kabul: ritiro delle truppe entro luglio 2011
Si è aperta a Kabul la conferenza internazionale dei 70 Paesi donatori e il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha dichiarato che la data "luglio 2011", fissata dal Presidente degli Usa, Barack Obama, per l'avvio del ritiro delle truppe americane, è "l'inizio di una nuova fase e non la fine del nostro impegno". I rappresentanti dei Paesi donatori si sono infatti riuniti a Kabul per discutere i due grandi temi dello sviluppo e dell'avvennire del Paese, martoriato dalla guerra. La conferenza internazionale dovrebbe quindi segnare una nuova tappa nel processo di emancipazione del governo dell'Afghanistan, chiamato a difendere e guidare da solo il Paese, quando le truppe straniere si ritireranno definitivamente.

Il Presidente Karzai- Il Presidente afghano, Hamid Karzai, ha confermato che il Paese si prepara "ad assumere le responsabilità della sua sicurezza all'orizzonte del 2014", chiedendo alla comunità internazionale di "appoggiare il nostro piano di reintegrazione e riconciliazione". Karzai ha anche aggiunto che "Vogliamo convincere a unirsi a noi tutti quegli oppositori che accetteranno di rispettare la Costituzione e romperanno i loro rapporti con Al Qaeda".

Il governo di Kabul ha inoltre presentato i progetti ministeriali di cinque settori- sviluppo economico e rurale, valorizzazione delle risorse umane, governance, sicurezza e infrastrutture- con cui chiedere ai Paesi donatori di far convergere le risorse già stanziate. L'ambizione del Governo è quella di ottenere dalla comunità internazionale che almeno il 50% degli aiuti previsti nei prossimi anni, i 13miliardi di dollari, siano convogliati attraverso le casse dello Stato.

L'appello di Ban Ki- Moon - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, ha sostenuto che "con questa conferenza abbiamo segnato l'autentico inizio della transizione in Afghanistan". E il massimo responsabile delle Nazioni Unite ha rivolto anche un appello agli afgani "a unirisi, a lavorare insieme, nel mutuo rispetto e per la sovranità del governo. Avete sofferto molto e ora è il momento di costruire insieme un nuovo Paese".

Un messaggio di speranza alle donne afghane - Hillary Clinton ha lanciato inoltre un messaggio alle donne afghane, ricordando che la comunità internazionale non le dimenticherà. Il Ministro degli Esteri degli Usa e l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, hanno spiegato alle leader femministe a Kabul che l’occidente non consentirà che l’Afghanistan ritorni all’epoca del regime dei talebani.
La Clinton ha dichiarato che questo sarà un suo "impegno personale", rivolgendosi a un gruppo di circa quindici attiviste per i diritti umani. E ha concluso così:"La pace in Afghanistan non può arrivare a spese delle donne e delle vite delle donne".



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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    21 Luglio 2010 - 15:03

    Signora Ilari,pensi bene se in quel casino ci fosse stato un suo figliolo.

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  • Joe1957

    20 Luglio 2010 - 15:03

    Una conferenza vuota e con il solo scopo di farsi belli. Potevano starsene tutti a casa (con minori spese e minor inquinamento) e farla tranquillamente in teleconferenza. O Bill non avrebbe potuto "prendersi a cuore le donne afghane" restando così distante ?

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