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Le fiamme mettono in ginocchio la Russia

Gli incendi provocati dalle temperature roventi hanno già causato 29 morti e bruciato un'area di 120 mila kmq

Le fiamme mettono in ginocchio la Russia
L’odore di bruciato che rende irrespirabile la già torrida aria estiva di Mosca fa capire che la situazione sta diventando drammatica. Gli incendi provocati dall’ondata straordinaria di caldo che sta flagellando la Russia, infatti, non accennano a diminuire, così come il numero delle vittime provocate dalle fiamme, salite nel giro di 48 ore a 29.
Una settimana con la linea di mercurio che supera costantemente i 40°, un’afa insopportabile e dati di calore che la Russia non conosceva da oltre 120 anni. Queste le cause dell’emergenza incendi che sta mettendo in ginocchio la regione occidentale dello Stato e più in particolare il distretto di Nizhny Novgorod.

Immenso focolare – Le lingue di fuoco divampate hanno già divorato oltre 120 mila chilometri quadrati di terreno, distruggendo nel loro inarrestabile cammino campi, boschi, praterie e, soprattutto, interi villaggi: solo nel villaggio di Verchnjaja Vereya, 340 case sono state distrutte. In pratica è avvolta dalle fiamme una regione tanto grande quanto l’Islanda intera.
A seconda di quanto riferiscono i bollettini ministeriali, sono ancora più di 400 gli incendi tuttora attivi, mentre altri 387 roghi sono stati domati. Insomma l’immenso sforzo messo in campo dalle autorità russe sembra essere del tutto vano: per far fronte all'emergenza, infatti, il governo ha mobilitato 240.000 soldati e 300 mezzi militari, oltre ovviamente ai 16.000 pompieri già messi in campo.
Tra i provvedimenti immediati, le evacuazioni di alcuni dei villaggi maggiormente minacciati dal fuoco. A tal proposito è stato evacuato il centro di Togliattigrad, sul Volga, una cittadina con oltre 700 mila persone.

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