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Marea Nera: ritardi nel primo test per fermare la perdita del greggio

La Bp, che inizia a vendere per fare cassa, comunica il bilancio complessivo: fuoriusciti 780milioni di litri di petrolio

Marea Nera: ritardi nel primo test per fermare la perdita del greggio
Nel Golfo del Messico dovrebbe essere il gran giorno di "Static Kill", la prima fase del test, messo a punto da Bp, per tamponare definitivamente la falla nel pozzo Macondo, a più di tre mesi dal disastro ambinetale dalla piattaforma "Deepwater Horizon". Ma le prime cruciali operazioni, che dovrebbero arginare le gravi perdite, subiranno alcuni ritardi e il test si protrarrà a fine giornata. L'azienda petrolifera lo ha annunciato in un breve comunicato, spiegando che "durante gli ultimi preparativi per iniziare le prove di iniezione di fango nel pozzo è stata rilevata una piccola perdita idraulica" in uno dei sistemi di controllo. La multinazionale britannica prevede, comunque, di riuscire a realizzare i test oggi, non appena la perdita sarà riparata.

L'operazione "Static Kill" punterebbe, mediante l’iniezione di cemento e fango, a spingere il petrolio nel bacino sottostante, in un deposito situato 4mila metri sotto la superficie marina.
Thad Allen, l’ammiraglio in pensione alla guida della "macchinà dell’amministrazione contro la marea nera" nel Golfo del Messico, "Static Kill" dovrebbe prolungarsi tra le 33 e le 61 ore.

Il bilancio- Circa 4,9milioni di barili, equivalenti a 780milioni di litri di petrolio, sono fuoriusciti dal pozzo danneggiato, all’origine della marea nera del Golfo del Messico. Lo hanno annunciato le autorità statunitensi che hanno precisato che 800mila barili, ovvero 127 milioni di litri, sono stati però recuperati. "Le équipe scientifiche ritengono che complessivamente siano stati persi dal pozzo circa 4,9milioni di barili di petrolio" hanno indicato i responsabili del gruppo di risposta congiunta, che riunisce British Petroleum e il Governo degli Stati Uniti, in un comunicato che accompagna questa nuova stima.
"Una parte di questo greggio non è confluita nell’Oceano: le attività di arginatura condotte da Bp e dirette dagli Stati Uniti hanno permesso di intercettare circa 800mila barili di petrolio prima che fosse collocato un tappo sul pozzo, a metà luglio" ha proseguito il comunicato.
Con 4,9milioni di barili versati nell’Oceano, la marea nera del Golfo del Messico rappresenta la peggiore catastrofe della storia dell’industria petrolifera.

E, intanto, la British Petrolium continua a "rastrellare soldi" per riuscire a far fronte agli impegni da 30miliardi di dollari, presi con la Casa Bianca per rimediare alla marea nera. Martedì, infatti, la compagnia petrolifera britannica ha confermato la cessione della compagnia nazionale petrolifera di Colombia per 1,9miliardi di dollari a un consorzio formato dalle società canadesi "Talisman Energy" ed "Ecopetrol". Quello in Colombia sarebbe dunque solo l’ultimo di una serie di disinvestimenti per fare cassa. Fonti ben informate, infatti, non escludono che la Bp possa anche cedere la sua catena di stazioni di rifornimento Aral, in Germania, per un importo di circa 2miliardi di euro.

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Commenti all'articolo

  • octopus

    03 Agosto 2010 - 12:12

    maledetti pazzi assassini..rammentatelo: DOPO LA CATASTROFE AMBIENTALE SEGUIRA' LA CATASTROFE UMANITARIA!! SIAMO DIPENDENTI PER LA NOSTRA SOPRAVVIVENZA DI ACQUA DI ARIA E DI TERRA..AVETE AVVELENATO TUTTO E NON CONTENTI ANCORA CONTINUATE A CERCARE QUESTO LIQUIDO ALTAMENTE TOSSICO E NOCIVO PER TUTTE LE FORME DI VITA ORGANICA. LIQUIDO CHE MADRE NATURA NELLA SUA SAGGEZZA HA SOTTERRATO NELLE VISCERE DELLA TERRA MA CHE VOI, COMPAGNIE SCIAGURATE, CONTINUATE A CERCARE ANCHE NEGLI ABISSI SOTTOMARINI. DIPENDESSE DA ME VI AFFOGHEREI NEL PETROLIO POICHE' DEL VERDE AVETE A CUORE SOLO IL COLORE DEL VILE DENARO.

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