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New York. Via libera alla moschea a Ground Zero

Il comune non blocca il progetto. Il sindaco Bloomberg: "Nella città più libera del mondo non può non esserci libertà di culto"

New York. Via libera alla moschea a Ground Zero
Semaforo verde per la costruzione di una moschea a pochi isolati da Ground Zero. La commissione edilizia del comune di New York ha con voto unanime negato lo status di interesse storico al palazzo designato per ospitare il luogo di culto, rendendo così possibili le opere edili necessarie per l’adeguamento del complesso ai nuovi scopi.
La linea di chi invocava lo stop al progetto è stata infatti considerata farraginosa: secondo i rappresentanti della commissione, l’edificio (costruito 152 anni fa) non poteva essere ritenuto storico solo perché raggiunto da qualche frammento degli aerei che colpirono le Torri Gemelle.
Il presidente della commissione Christopher Moore, non a caso, ha fatto notato come i resti degli aerei hanno colpito moltissimi palazzi. "Non si possono designare centinaia di palazzi solamente con quel criterio".

Le proteste – Tuttavia le polemiche non si placcano. Il giorno stesso della decisione, infatti, una cinquantina di parenti delle vittime dell’11 settembre si sono assemblate all’esterno del palazzo che ospitava la Landmark Preservation Commission, esternando la loro contrarietà a questa iniziativa.
Tra gli oppositori anche Abraham Foxman, il direttore nazionale dell’Anti-Defamation League, il quale ha sostenuto che la creazione della moschea sarebbe un altro pugno nello stomaco delle famiglie delle vittime.

La difesa di Bloomberg –
Difende invece l’operato della commissione il primo cittadino newyorkese, Michael Bloomberg. Non solo una decisione urbanistica, ma un manifesto dei principi e dei valori che caratterizzano gli Stati Uniti.
"Qualsiasi cosa si pensi della proposta della moschea e del centro islamico – ha affermato il sindaco –, nella foga del dibattito si è persa una questione di base: il governo deve cercare di negare a dei privati cittadini il diritto di costruire un luogo di preghiera in una proprietà privata in base alla loro religione? Questo può anche succedere in altri Paesi, ma non dovremmo mai permettere che questo accada qui, nella città più libera del mondo. E’ questa libertà che rende New York speciale, diversa e forte".

Il progetto – Il centro culturale, che prenderà il nome di Cordoba House, verrebbe ospitato in un edificio della metà dell'800 situato in Park Place. Attualmente è adibito a magazzino di tessuti in disuso. I proprietari dell’immobile trasformerebbero il complesso in una moschea per islamici moderati gestita da un gruppo chiamato Cordoba. Il modello di riferimento per il centro, dicono, sono gli Ymca, gli ostelli e centri ricreativi il cui nome esteso è Young Men's Christian Association.

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Commenti all'articolo

  • claudioF

    07 Agosto 2010 - 10:10

    In linea con i criteri liberali caratterizzanti gli U.S.A. è stata autorizzata la realizzazione dell'opera più infamante possibile nei confronti delle vittime e famiglie dell'11 settembre. Il sentimento popolare e la ragione non han potuto nulla di fronte al dogma del liberalismo. Inoltre ricordiamo che al governo ora ci sono i democratici, figli degli hippy e filoislamici. Il Paese più potente(ancora per poco) del mondo è guidato da una ciurmaglia di smidollati paurosi e fedeli seguaci del motto "porgi l'altra guancia" e del perbenismo. Purtroppo il mondo islamico, di cui ben conosciamo il radicalismo, è come una iena. Porgiamogli l'altra guancia e vedremo come ci azzannerà!!! A mio avviso è l'errore più grande commesso dagli States negli ultimi 10' anni.

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  • Al-dente

    05 Agosto 2010 - 11:11

    La decisione di Bloomberg è vergognosa. E’ stata fatta per un mal sentito senso di democrazia applicata anche quando ciò è improponibile e contro ogni evidenza etica e morale. In occidente non si riesce a comprendere che la “religione” islamica non ha niente di religioso, è UN PROGETTO POLITICO DI CONQUISTA E DI ORDINE SOCIALE CONTRARIO A QUALSIASI CIVILTA’ PORTATO AVANTI NEL TEMPO CON FANATISMO IMMUTATO E VIOLENZA. Non per niente c’è stato l’attentato dell’11 settembre 2001 e molti altri nel resto del mondo che continuano tuttora. Permettere la costruzione di una moschea, per di più sul luogo di una violenza propagandata da tale “religione” e in pieno disprezzo delle vittime avutesi e dei principi che conformano la civiltà americana, utilizzando tali principi come grimaldello per distruggerla, è semplicemente assurdo. Non posso credere che Bloomberg lo faccia per adesione a tale pensiero omicida ma per semplice ignoranza e sottostima del problema che l’islam costituisce in qualsiasi parte del mondo dove si sia propagato, usando la violenza e l’inganno come gli detta la loro stessa fede.

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  • gianni08

    05 Agosto 2010 - 09:09

    Che bello sentirsi buoni per mascherare la mancanza di coraggio di dire quello che si pensa veramente. Ci si nasconde dietro il dito dei "Musulmani buoni" solo per paura che ci facciano ancora male

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  • alphacento

    05 Agosto 2010 - 08:08

    Gli States si definiscono la patria della democrazia e dei diritti e quindi per essere coerenti con il loro pensiero e con i loro ideali hanno giustamente approvato questo progetto. Certo una moschea a ground zero è di cattivo gusto ma non si possono rinengare i propri valori e la propria storia a causa di alcuni estremisti. Sarebbe come far vincere i terroristi! Certo neanche Bloomberg si aspetta che i piccoli populisti capiscano questa sua scelta ma almeno lui ha avuto il coraggio di andare contro l'opinione pubblica dando così una spallata all'intolleranza che viene predicata dagli esteremisti islamici e, dopo 11 settembre, da molti ex illuminati occidentali!

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