Cerca

Il cuore dell'Europa annega. Già 15 i morti

Perturbazioni violente in Polonia, Germania e Repubblica Ceca. Evacuate migliaia di persone

Il cuore dell'Europa annega. Già 15 i morti
È un’estate maledetta quella che sta flagellando l’Europa. Se in Russia le fiamme stanno ancora minacciando la capitale Mosca, la pioggia tanto attesa al di là degli Urali sta causando disastri in Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Lituania.
Da due giorni, infatti, l’Europa centro-orientale è sotto un’ondata di maltempo che, oltre agli ingenti danni, ha già provocato 15 morti, tre polacchi, tre tedeschi, cinque cechi, quattro lituani. Altre tre persone nella Repubblica ceca risultano disperse. Migliai gli evacuati.

Bollettino – In Polonia, tre persone sono decedute nella Bassa Slesia, nel sud-ovest. Secondo i vigili del fuoco, due donne sono annegate a Bogatynia, una città di circa 20.000 abitanti, gravemente danneggiata da un fiume in piena; la terza vittima è un pompiere. Circa 700 persone sono state evacuate e più di 400 case sono rimaste senza elettricità.
Sott'acqua sono finite le città di Zgorzelec e Görlitz, sul fiume Neisse, al confine tra Polonia e Germania, a causa del cedimento di una diga nei pressi di Radomierzyce. La polizia tedesca ha reso noto che più di 1.000 persone sono state evacuate durante la notte scorsa. Sulla città di Neukirchen, in Sassonia, si sono abbattute piogge torrenziali e tre persone sono morte annegate in una cantina.
La Repubblica Ceca, come accennato, sta pagando il conto più caro, con quattro morti e tre dispersi nel nord dello Stato. Almeno mille persone sono state evacuate, soprattutto dalle zone che si trovano sotto due dighe, minacciate dall’acqua alta. Nella regione di Liberec, a 100 chilometri da Praga, migliaia di case sono rimaste senza gas ed elettricità.
L'Esercito, polizia, vigili del fuoco, con l’ausilio di elicotteri e gommoni, cercano di trarre in salvo gli abitanti rimasti intrappolati nelle case, di rimuovere detriti, di fornire i primi aiuti. Il fiume Pegel, intanto, è salito di altri sette metri, raggiungendo il livello più alto dal 1912.

L’unica buona notizia arriva dalle previsioni: sembra infatti che il fronte si stia spostando a nord. Nelle prossime ore, quindi, le zone martoriate dal maltempo avranno un po’ di respiro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog