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Hamas: bene la moschea su Ground Zero

Un esponente di spicco del gruppo di Gaza approva la scelta di Obama. Esplode la polemica. Ma sembra che i promotori stiano pensando di abbandonare il progetto per rispetto delle vittime dell'11 settembre

Hamas: bene la moschea su Ground Zero
"Moschee ovunque”. Mahmoud a-Zahar è uno dei leader più influenti di Hamas a Gaza. Ed è in perfetta linea d’onda con il presidente americano Barack Obama. “I musulmani devono costruire moschee ovunque”, facendo eco al “è un diritto” di Obama, “in modo che i fedeli possano pregare così come fanno i cristiani e gli ebrei”, dice l’esponente di Hamas durante un’intervista radiofonica riportata dal sito web del quotidiano israeliano Haaretz.

Il ramoscello d’ulivo offerto da Obama all’Islam voleva essere una dimostrazione della tolleranza americana, un segnale di apertura al mondo musulmano. Invece si è trasformata in una violenta diatriba: da una parte i conservatori americani che respingono l’ipotesi di edificare un centro islamico sul suolo degli attentati dell’11 settembre 2001 (anche perché a New York se ne contano già 100 di moschee), dall’altra quelli come Zahar, “sostenitori” del diritto affermato da Obama sulla “libertà di culto” in nome della diffusione dell’Islam

La rissa verbale, però, sembra essere in procinto di fermarsi di fronte alla lungimiranza dei promotori del progetto. A quanto risulta a Haaretz, è maturata l’intenzione di rinunciare al sito nei pressi di Ground Zero come gesto di buona volontà nei confronti dei familiari delle vittime degli attacchi alle Torre Gemelle. Un sospiro di sollievo per Obama. "Vivaddio".

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  • liberone

    19 Agosto 2010 - 12:12

    Leggo spesso questo/a "Andrea Holzer" (su L'Occidentale) e mi sembra che sia molto più addentro alle cose americane che tutti gli altri giornalisti italiani. Secondo me centra quasi sempre il punto: " ...visto che dall’intervista di sabato in Florida trapelava una sorta di ripensamento. Quell’enfatizzare la parola “saggezza” e quel mettere l’accento sul fatto che lui non solo non aveva mai commentato l’opportunità di costruire una moschea proprio in quel punto ma che invece stava solamente parlando del diritto alla libertà religiosa, uguale per tutti dai tempi dei padri fondatori, non è sfuggito ai commentatori più attenti. I quali avranno anche notato lo sguardo da spot pubblicitario di una campagna elettorale che il presidente ha messo su mentre reiterava questi concetti basilari. E, infatti, il New York Times si è affrettato a titolare sabato: “Obama dice che i suoi commenti non erano a favore della moschea”

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  • claudioF

    19 Agosto 2010 - 10:10

    Sul post del matrimonio siamo agli antipodi, su Obama invece guarda un pò la pensiamo proprio allo stesso modo! ;)

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  • Al-dente

    18 Agosto 2010 - 14:02

    Obama sempre più dimostra quello che ha sempre tentato di nascondere, un islamico! Lo è sempre stato, è nato da padre keniota islamico, il patrigno, secondo marito della madre, era un indonesiano islamico pure lui, Obama ha frequentato da bambino e ragazzo la sua moschea e da adulto ha avuto intensivi rapporti anche economici con una fondazione islamica estremista americana. E’ quasi certo che il finanziamento per le elezioni presidenziali gli derivano da soldi islamici. Ha perfino dichiarato che gli USA sono una grande nazione islamica! Niente di strano, quindi, nella sua azione governativa a favore dell’islam, in maniera diretta o indiretta, e contraria agli interessi USA e di tutto l’occidente. L’ultima sua “PERLA” di affermare il diritto degli islamici di costruire la moschea a Ground Zero non poteva mancare, solo che ha passato il segno di quello che gli americani potevano accettare di subire da lui. Gli islamici non avendo rispetto per nessuno che non sia della loro fede è inevitabile che cadano nell’insensibilità totale quando si tratta di gestire una situazione politica e culturale delicata come questa, di una costruzione di una moschea sul luogo del più feroce attentato da loro mai fatto. Non avendo rispetto per gli altri, gli “infedeli”, che considerano meno di niente, non hanno capito di stare superando un limite di tolleranza pur nell’accettazione che gli occidentali permettono a chiunque, perfino ai loro stessi nemici. Hanno svelato la loro vera faccia e il loro fare marcia indietro servirà a poco presso l’opinione pubblica mondiale. Obama naturalmente dovrà fare i conti con l’elettorato a novembre, che gli metterà in conto questa assurdità. In quanto agli islamici per loro tutto il mondo deve diventare islamico, è quindi del tutto ovvio che desiderino creare moschee ovunque ma naturalmente impediscono che si creino luoghi di culto di altre religioni dove loro hanno il pieno controllo del loro territorio, mentre dove non lo hanno si limitano a richiedere libertà religiosa in attesa di annullare la libertà di culto degli altri, appena saranno padroni della situazione politica e di potere. Gli islamici vanno mandati via tutti quanti a casa loro senza eccezioni di sorta, le moschee vanno chiuse tutte dalla prima fino all’ultima e la loro cosiddetta “religione” di conquista e di morte altrui deve essere vietata così come si vieta il satanismo e gli omicidi.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    17 Agosto 2010 - 20:08

    In questi casi, fare a braccio di ferro per vincere una partita ideologica è veramente stupido sia per chi fomenta e sia per chi comanda. La logica vuole che, pur perdonando o non colpevolizzando chi ha provocato un disastro non dimenticabile dalla storia umana, dare l'assenso alla costruzione di una Moschea a coloro che idealmente rappresentano coloro che furono i colpevoli è veramente da stupidi e inoltre offenderebbe sia i morti che le stesse famiglie.

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