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Frattini: "Su Sakineh ancora nessuna decisione"

Il titolare della Farnesina assicura: "La lapidazione per ora non ci sarà". Il figlio della donna iraniana condannata: "Grazie, ma serve di più"

Frattini: "Su Sakineh ancora nessuna decisione"
"Il nostro ambasciatore ha incontrato le autorità di Teheran. Ci hanno confermato che nessuna decisione è stata presa" sulla sorte di Sakineh. "La lapidazione per ora non ci sarà". Ad assicurarlo è il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Ai microfoni del Tg1 il titolare della Farnesina ha poi aggiunto di aver "avuto molteplici rapporti" con l'ambasciatore iraniano a Roma, "mi ha anche risposto, non gradendo questo intervento ma rispettando e comprendendo la nostra azione".

L'appello del figlio - Oggi, il figlio  della 43enne iraniana aveva espresso il timore che la madre, condannata per adulterio e complicità nell’omicidio del marito, fosse lapidata venerdì, alla fine del Ramadan. Saijad Ashtiani aveva chiesto quindi all’Italia un richiamo formale per le autorità iraniane: "Gli stati devono mostrarsi più esigenti e severi verso il governo iraniano, servono passi solenni, come la convocazione dell'ambasciatore, o l'inasprimento delle sanzioni. Purtroppo con Teheran funzionano soltanto i rapporti di forza".

In giornata, anche il Parlamento europeo, su iniziativa dei vicepresidenti italiani aveva convocato una discussione sul tema. Il presidente dell’aula, Jerzy Buzek ha chiesto - tra gli applausi unanimi - la revoca di ogni sentenza di morte. Poche ore prima anche la Francia aveva assicurato di fare "tutto il possibile" per salvare la donna: "Se devo andare a Teheran per salvarla, ci andrò", aveva detto il ministro degli Esteri Bernard Kouchner.

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Commenti all'articolo

  • Giumaz

    07 Settembre 2010 - 10:10

    Smettetela di strillare per questa Sakineh, che viene condannata secondo i dettami coranici. Sono anni che ci dicono che dobbiamo rispettare le culture e le sesibilità diffenti dalla nostra, ed ora tutti a fare cortei con finte lapidazioni ed a criticare ed a strapparsi vesti e capelli. Ma insomma vogliamo rispettare queste decisioni religiose, che presto saranno anche cultura europea con l'ingresso della Turchia e di altri milioni di immigrati musulmani, o no? Vogliamo difendere il loro diritto a sgozzare il caprone spagendone il sangue a terra, a pregare col sedere all'aria rivolti verso la Mecca, a propugnare la loro religione anche tramite folgoranti conversioni-lampo? Muoia Sakineh con tutti gli infedeli.

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  • Francesco-SS

    07 Settembre 2010 - 10:10

    Dio non voglia che questi barbari incivili compiano questa effertezza, ma se dovesse succedere cogliamo l'occasione per proporre una petizione all'ONU perchè dichiari FUORILEGGE tutte le religioni del pianeta (messuna esclusa), che tanto male hanno fatto agli uomini fin dalle origini della vita. Beninteso nessuno proibirà a chicchessia di credere (io stesso credo in Dio e mi dichiaro Cristiano e non cattolico), ma la religione deve diventare un FATTO PRIVATO, senza celebrazioni e liturgie, senza manifestazioni pubbliche e condivise e soprattutto senza alcuna interferenza sulla politica nè, tanto meno, sulle scelte di vita e sui comportamenti degli uomini, che devono essere assolutamente LIBERI da condizionamenti, una volta che sia garantito il rispetto delle leggi della stato laico. Chiese e moschee che sono importanti opere architettoniche rimarranno ovviamente aperte per le visite turistiche. Mi rendo conto che questo è solo un bel sogno... Il sogno di un mondo migliore...

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