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Pakistan, la tragedia dei profughi di Peshawar in uno scatto

L'immagine di Reza Khan, 2 anni, costretto a sopravvivere in uno dei campi di Azakhel ha fatto il giro del mondo. Attorniato dalle mosche, succhia un biberon vuoto

Pakistan, la tragedia dei profughi di Peshawar in uno scatto
Quattro bambini stesi su una coperta, attorniati dalle mosche, mentre uno succhia un biberon vuoto. E' questa, tra le tante fotografie sulle alluvioni in Pakistan, ad aver già fatto il giro del mondo, mostrando, con molta più efficacia rispetto alle parole, la terribile situazione del Paese e la scarsità di aiuti.

L'immagine, scattata da Mohammad Sajjad per l'"Associated Press", immortala il piccolo Reza Khan, di soli 2 anni, costretto a sopravvivere in una tendopoli di fortuna, situata lungo una strada ad Azakhel, a circa 30 chilometri da Peshawar. L'accampamento, se così si può chiamare, altro non è che una accozzaglia di venti tende donate da organizzazioni umanitarie, anche se nessuna si è presa l'incarico di gestire il campo. I cittadini devono infatti arrangiarsi completamente da soli con la carità dei passanti. Sono 19 le famiglie nella struttura.

Le acque si sono ritirate ormai da diverse settimane dal Nord e nel centro del Paese, lasciando però milioni di persone senza tetto, in mezzo a campi infangati e distrutti, colture devastate, villaggi cancellati dalla mappa. La situazione, drammatica, potrebbe inoltre precipitare da un momento all'altro: le piene continuano a minacciare la bassa valle dell'Indo, nella provincia meridionale di Sind.

Nel giro di pochi giorni la foto di Sajjad è rimbalzata in tutti gli angoli del mondo diventando così il simbolo universale di una tragedia disumana.


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Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    08 Settembre 2010 - 13:01

    Una foto simile ci rende esplicito il concetto e il dolore della sconfitta che abbiamo subito. Un padre una madre che vedesse i propri figli in queste condizione ammazzerebbe per rendergli la vita migliore, ma mi rendo conto che abbiamo succhiato le energie malsane di questa società drogata. Mentre noi ci arrovelliamo sulle case di un qualsiasi omuncolo a montecarlo, di leggi e leggine, di opposizioni che se ne fottono di un ragionamento logico e mandiamo i nostri ragionamenti in giro per il mondo....ci son bambini che vengono divorati dalle mosche e non possono che succhiarsi l'anima da un biberon vuoto. Siam veramente fatti male se stiamo ancora ad arrovellarci sulla nostra misera vita fatta di politici e medici e altre stupidaggini che ci ammorbano la giornata, ed abbiamo smarrito il senso della vita che questo bambino in foto sta cercando di trasmettere con le poche energie rimaste. Ci preoccupiamo del 2012 per la fine del mondo, ma facciam finta di non vedere che è cominciata

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    07 Settembre 2010 - 18:06

    Perchè non si dà spazio fattivo a una tale proposta ?

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  • emmanuel58

    07 Settembre 2010 - 11:11

    per il Pakistan non si muove quasi nessuno, e perché ? forse perché non ci sono di mezzo questioni economiche come fu per lo tsunami, che colpì luoghi del turismo occidentale? forse perché il Pakistan è islamico?...bella figura facciamo!! si muove il mondo intero per una persona sola (Sakineh), e sta bene pure, anche se non ci si muove per tutte le vittime della repressione sciita (esempio gli omosessuali) e dunque anche in questo caso con estrema parzialità... ci si muove per i palestinesi, giusto ma per il Darfur molto molto di meno e per il Congo per niente affatto (petrolio?) anche se sono costati milioni di morti ....e non si fa nulla per milioni tra morti e disastrati...a parte la solita sms da due euro... vergogna mondiale

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