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Francia, sciopero contro la riforma delle pensioni di Sarkozy

Sono 450mila le persone scese in piazza a manifestare contro l'innalzamento dell'età minima pensionabile a 62 anni

Francia, sciopero contro la riforma delle pensioni di Sarkozy

Sono circa 450mila le persone che sono scese in piazza, in Francia, per manifestare contro la riforma delle pensioni del Presidente Sarkozy. L'obiettivo dei Sindacati è superare i 2milioni di cittadini. La mobilitazione generale è stata organizzata dai principali dirigenti dei Sindacati del settore, pubblico e privato, che puntano a realizzare, come comunicato dal Ministero dell'Interno, la più grande manifestazione di protesta in tutto il Paese, negli ultimi tre anni, da quando il Presidente francese è arrivato all'Eliseo.
La riforma delle pensioni, voluta da Sarkozy, alza l'età minima pensionabile dai 60 ai 62 anni entro il 2018. n Francia martedì mattina in 114 cortei contro la riforma delle pensioni a fine mattinata, prima dell’inizio del grande corteo di Parigi: l'obiettivo dei sindacati è superare i 2 milioni di persone. Lo ha annunciato il ministero dell’Interno. 

Secondo i risultati dei sondaggi i due terzi dei francesi si oppongono alla riforma che il Governo vorrebbe far passare a ottobre e che prevede di alzare l’età minima della pensione dai 60 ai 62 anni entro il 2018. A detta di Sarkozy, al contrario, la misura sarebbe una "priorità assoluta" per arrivare alla riduzione del deficit. Lo sciopero ha già creato disagi, soprattutto nei trasporti ferroviario, locale e aereo. La Direzione generale dell'aviazione civile ha inoltre chiesto alle compagnie aeree di cancellare un quarto dei voli programmati nei due aeroporti di Parigi, Charles de Gaulle e Orly. In mattinata sono partiti regolarmente solo cinque treni Tgv, uno su quattro del resto dei convogli e la metà di quelli regionali.

Parlando ai deputati del suo partito Ump, Sarkozy ha annunciato la linea della fermezza rispetto ai punti fondamentali della riforma previdenziale, ma si è detto disponibile a trattare su alcuni aspetti secondari della riforma. Intanto, il capo del Sindacato Gct, Bernard Thibault, non esclude la possibilità di altre proteste più radicali. "Se non ci ascolteranno, non possiamo escludere nulla" ha riferito a Radio Europe 1. E, mentre a Parigi è in corso la manifestazione, il Ministro del Lavoro, Eric Woerth, screditato dallo scandalo Bettencourt, illustra la riforma all'Assemblea nazionale.

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Commenti all'articolo

  • Al-dente

    08 Settembre 2010 - 15:03

    I francesi sono sempre stati delle teste calde fin dai tempi di Giulio Cesare che ne spiegava benissimo il loro carattere nel suo De Bello Gallico. Sono rimasti tali e quali, si agitano per un inezia e finiscono per fare il contrario di qualcosa che il buon senso e la ragione solitamente suggerisce, non solo danneggiandosi da soli ma finendo anche per danneggiare altri popoli. Il guaio è che la Francia è un cattivo esempio per chiunque, soprattutto per coloro che finiscono stupidamente per copiarla e l'Italia in questo è sempre stata in prima fila. Speriamo che non ci siano ripercussioni anche da noi delle loro idiozie.

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  • uffa

    08 Settembre 2010 - 09:09

    Noi, accettiamo passivamente le varie riforme che i vari governi, in nome di mamma europa, ci impongono come unica strada possibile, loro, i francesi, almeno provano a dire la loro.

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