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Caso Bettencourt, perquisita la sede del partito di Sarkò

Si continua a indagare sulle presunte tangenti ai politici da parte dell'ereditiera L'Oreal

Caso Bettencourt, perquisita la sede del partito di Sarkò
Per la prima volta nella storia della Francia, la polizia ha perquisito la sede del partito presidenziale. Prosegue così l'inchiesta sulle presunte tangenti ai politici dell'ereditiera L'Oreal Lilian Bettencourt. Gli agenti hanno ispezionato i locali dell'Ump di Nicolas Sarkozy, a Parigi. L'informazione, confermata da Xavier Bertrand, segretario generale del partito, è stata diffusa dalla rivista Paris Match, secondo cui la perquisizione è legata in particolare a uno degli aspetti dello scandalo Bettencourt, ovvero la concessione della Legion d'onore a Patrice de Maistre, gestore del patrimonio della miliardaria. Gli inquirenti sospettano che l'onoreficienza possa essere il frutto di pressioni dell'attuale ministro del Lavoro Eric Woerth, più volte citato nell'inchiesta e presunto amico di de Maistre.

Lo scandalo sull’evasione fiscale dell'ereditiera si estende al presidente. La campagna elettorale dell’inquilino dell’Eliseo sarebbe stata finanziata da una tangente di 150 mila euro staccata da Liliane Bettencourt a favore di Eric Woerth, tesoriere dell'Ump all'epoca delle presidenziali. La rivelazione è stata fatta dall'ex contabile della signora l'Oreal, Claire Thibout, la donna che controllava i conti milionari della donna più ricca di Francia: secondo il suo racconto, oltre alla tangente, Sarkozy, mentre era sindaco di Neuilly, dal 1983 al 2002, riceveva l’appoggio economico di Bettencourt, che gli lasciava “una busta” contenente denaro a ogni incontro.
“Tutti sapevano che Sarkozy andava dai Bettencourt per recuperare denaro” afferma la contabile che è stata licenziata dalla Bettencourt nel 2008 dopo 12 anni di servizio.

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Commenti all'articolo

  • fdrebin

    09 Settembre 2010 - 15:03

    lei non lo crede, solo perche' in Italia ci hanno abituato diversamente. Provi a vedere su qualche quotidiano online francese. La risposta del ministro e dei dirigenti del partito non si discosta molto da: "Ok, fate pure". Diciamo che hanno tutto un altro rispetto per la magistratura rispetto a quello che abbiamo noi. E di sicuro gli errori giudiziari li fanno anche in Francia. Ma non hanno un parlamento con il 10% degli occupanti coinvolto in indagini o condannato.

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  • Dream

    09 Settembre 2010 - 15:03

    non credo che Sarko, abbia detto: OK, mes amis, fate pure!!puo' essere! magari i soldi li ha usati per il Paese!

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  • yaaa

    09 Settembre 2010 - 13:01

    non voglio pensare allo stracciamento di vesti contro pm politicizzati e perquisizioni a orologeria ... ma tanto chi si attacca a certe cose e' o molto furbo (Lui) o solo un poveretto senza senso critico (chi gli da' spago)

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  • petergreci

    09 Settembre 2010 - 13:01

    Quando la nostra Polizia di Stato perquisì la sede della Lega di Milano, l'attuale ministro Maroni a suo tempo galoppino di partito, si oppose. Egli non intendeva far entrare la polizia che aveva un regolare mandato. La sua opposizione fu violenta, ci fu una colluttazione , volarono botte da orbi, il Maroncello riportò una frattura al naso tanto che fu costretto alle cure mediche di un pronto soccorso. Ovviamente Maroni per questo fatto fu condannato ovviamente per RESISTENZA E OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE. Oggi il ministro ha cambiato idea, è un ometto perbene, la polizia non è più serva dei poteri forti e di cambiato c'è anche il suo stipendio....(anche se viene da Roma "no pasa nada")

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