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Caucaso nel sangue. Attentato al mercato di Vladikavkaz

Un'autobomba con 40 kg di tritolo causa 16 morti e 114 feriti nell'Ossezia del Nord. Medvedev: "Cattureremo queste canaglie"

Caucaso nel sangue. Attentato al mercato di Vladikavkaz
Torna il terrore nell’Ossezia del Nord, la tormentata regione russa ormai da decenni al centro dei contrasti religiosi e politici tra la Russia, le repubbliche caucasiche e la Cecenia.
Questa mattina, infatti, proprio nel giorno dell’Uraza Bairam che chiude il Ramadan, un kamikaze a bordo di un’autobomba si è scagliato contro la folla vicino a un mercato di Vladikavkaz, uccidendo almeno 16 persone (tra cui un bambino di 18 mesi) e ferendone altre 114, alcune delle quali in condizioni gravi.
Un attentato sanguinoso e tremendo, tanto che si pensa che la vettura esplosiva fosse stata imbottita di 40 chilogrammi di tritolo e che avrebbe potuto avere un bilancio ancora più tremendo se un secondo ordigno difettoso, ritrovato sempre nei pressi del mercato cittadino, fosse stato fatto deflagrare.

Vortice di terrore – Secondo il ministero degli Interni osseto, il kamikaze si sarebbe scagliato contro le vittime a bordo della sua vettura con la targa dell’Inguscezia. A un controllo, la patente del kamikaze era stata controllava e risultava emessa al qualcuno di nome Archeyev. A questo punto, le indagini si indirizzeranno a individuare complici e ispiratori. Tuttavia la giornata ha continuato nel segno del terrore nella province caucasiche: oltre all’attentato al mercato, infatti, gli edifici scolastici sono stati evacuati in seguito a una telefonata anonima che annunciava la presenza di una bomba. Allarmi analoghi si sono succeduti in zone diverse della regione, mentre a Makhachakala, in Daghestan, altre due bombe sono state disinnescate prima che potessero venire azionate.

Reazioni – Ha assicurato una dura reprimenda Dmitri Medvedev.
"Faremo di tutto per prendere questi mostri, queste canaglie che hanno compiuto un atto terroristico nei confronti di gente comune – ha esordito il presidente russo –. Faremo tutti per trovarli e punirli".
Ha parlato dell’attentato anche il primo ministro Vladimir Putin, uno dei politici che ha avuto un ruolo istituzionale preciso nei conflitti ceceni.
"I crimini come quello che è stato commesso oggi nel Caucaso settentrionale hanno lo scopo di fomentare l’odio tra i nostri cittadini. Non possiamo permetterlo e ci attendiamo realmente che la popolazione musulmana della Russia dia un contributo positivo in questa battaglia: so come i musulmani trattano questi estremisti. Noi sentiamo il loro sostegno, specialmente nella regione del Caucaso del Nord e ne siamo grati".

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