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Parigi, i bimbi all'asilo avranno il microchip

Il progetto partirà dal prossimo anno. In Francia è già polemica. In America questo sistema è già in uso

Parigi, i bimbi all'asilo avranno il microchip
Il bambino si è perso? Nessun problema. Per ritrovarlo c’è il microchip. Così dopo gli animali e le carte di credito adesso anche i bimbi che andranno all’asilo potranno essere sorvegliati grazie a un sistema elettronico di Rfid, radio frequency identification. È questa l’idea escogitata a Parigi dove dal prossimo anno un asilo sperimenterà questo sistema per ritrovare i piccoli, o aspiranti, fuggiaschi. Il chip sarà messo nei vestiti.

«L'esperimento, condotto per conto di un’importante società assicurativa, vuole confermare l’efficacia del sistema da un punto di vista della sicurezza dei bambini», spiega Patrick Givatnovitch, AD dell’azienda Lyberta, che ha concepito il progetto. Saranno installate delle sonde in diversi angoli dell’asilo che permetteranno di sapere istantaneamente se qualcuno dei piccoli ospiti esce dall’edificio. In tal caso, non solo la direzione sarà subito allertata, ma anche i genitori tramite sms sul proprio cellulare.

«Un modo per vivere più tranquilli»: polemizzano sarcasticamente gli oppositori del progetto, che non sono pochi. Dominique Ratia-Armengol, presidente dell'Associazione nazionale degli psicologi della prima infanzia, sottolinea come questa sia un'idea "semplicemente spaventosa". Poi prosegue: «Rinchiudere dei bambini in una gabbia virtuale significa creare un sentimento di paura e angoscia che non esiste». Inoltre con questo strumento si rischia di «deresponsabilizzare educatori formati per educare e stabilire una relazione di fiducia» con i giovanissimi.

Secondo i sostenitori di questo sistema, invece, porta vantaggio poiché permette di ridurre i costi del personale di sorveglianza e l’ansia dei genitori. In realtà questo sistema di sorveglianza ha già fatto il suo debutto negli Stati Uniti qualche settimana fa in una scuola di Richmond in California dove il microchip è stato inserito nella casacca.

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Commenti all'articolo

  • Al-dente

    11 Settembre 2010 - 14:02

    E' un ottima idea e non vedo il motivo di questa assurda alzata di scudi contraria. Nessuno vuole bloccare l'indipendenza dei propri figli, nè tanto meno metterli sotto una cappa d'angoscia di gabbia virtuale, (d'altronde basta non dirglielo). Il microchip va bene fin tanto che il bambino non è autonomo o non in grado di sapersi salvaguardare dai pericoli che la sua età non gli permette di valutare appieno la pericolosità. Si usi pure il microchip fino alle soglie dell'adolescenza, poi solo se i figli decidono di continuare ad averlo. I bastian contrari esistono sempre anche se le iniziative sono lodevoli e aiutano.

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