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Irving, si respira un'atmosfera Disney ad Auschwitz

Lo storico negazionista partirà per un viaggio nei luoghi del nazismo. In un'intervista polemizza contro le autorità polacche

Irving, si respira un'atmosfera Disney ad Auschwitz
I polacchi hanno trasformato Auschwitz in un ’Disneyland’. È lo stesso storico inglese David Irving, negazionista dell’olocausto, ad affermarlo.

Dal 21 al 29 settembre ha organizzato un viaggio attraverso i luoghi simbolo del nazismo. Visiterà il campo di sterminio di Treblinka, il quartier generale di Hitler a Ketrzyn (poi Rastenburg), il quartier generale del comandante delle SS Heinrich Himmler e il ghetto di Varsavia sotto l'occhio vigile del servizio segreto polacco.

Un percorso di redenzione? Sembrerebbe proprio di no. “"Ho fatto lo storico per quarant'anni e riconosco un falso quando lo vedo” ha rivelato in un’intervista al Daily Mail. Irving continua a sostenere che sia stato tutto ricostruito. “Guardate le vecchie foto di Auschwitz; quelle torri non c'erano”. Parla di un’atmosfera turistica in stile Dysney, con venditori di hot dog e souvenir.
Nell’intervista, lo storico, però, rifiuta l’etichetta di ‘negazionista’. "Non c'è dubbio che i nazisti uccisero milioni di persone in questi campi. Quando qualcuno mi chiama negazionista dell’Olocausto, gli salterei al collo".

Nel 2006, Irving era stato condannato a tre anni di reclusione dal tribunale di Vienna per “aver glorificato ed essersi identificato con il partito nazista tedesco”. Dopo 400 giorni di carcere, lo storico britannico fu scarcerato per una  sentenza della Corte d'Appello.

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Commenti all'articolo

  • walter112

    03 Febbraio 2012 - 13:01

    David Irving non è stato processato a Vienne perche si è identificato col partito nazista tedesco, ma proprio per i suoi scritti e le sue conferenze negazioniste, proprio in base ad una legge austriaca che condanna chi diffonde idee negazioniste. Irvin è stato processato per le sue idee. Si puo essere processati anche oggi per le proprie idee....

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    11 Settembre 2010 - 21:09

    Su Gesù di Nazareth si salvò quell'Impero che lo aveva fatto crocefiggere e poi, dulcis in fundo, la sua visione evangelica divenne corpo di una organizzazione religiosa tra le più potenti del mondo che, negli anni storici dei secoli passati è stata l'artefice di un disastro culturale distruggendo delle antiche civiltà e distruggendone altre. Ora, a distanza di decenni, si specula sia sulla resistenza che sulle deportazioni e dei massacri effettuati rendendo i reperti di tali disgrazie luoghi di visite museali. E' l'uomo che è fatto male e che si presta al dissacramento di coloro che soffrirono realmente. Basterebbe soltanto dire: non mi interessa vedere certi luoghi osceni dove l'uomo divenne bestia feroce. Così si potrebbe abbattere sia la droga che la prostituzione, dicendo NO.

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