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Pensionato vivo dopo 1.200 punture di ape

Stava lavorando con il trattore quando è stato attaccato. Solo dopo due settimane è riuscito a riaprire gli occhi ma il viso è ancora gonfio

Pensionato vivo dopo 1.200 punture di ape
“Solo superman poteva sopravvivere a tante punture di api”. E il barbiere in pensione Lamar LaCaze, texano di 65 anni, che mentre lavorava col trattore nel suo campo è stato pizzicato 1.200 volte. Le api non hanno risparmiato niente del suo corpo ma l’uomo è ancora vivo.

“Invece di salire su una collinetta ho girato a destra – ha raccontato LaCaze – e  le api mi sono saltate in faccia”. Il pensionato è riuscito a scendere dal trattore e ha provato a chiamare la moglie “ma è partita la segreteria telefonica”. LaCaze ha allora telefonato al figlio che, insieme a un vicino, ha cercato di mandare via gli insetti con secchi d’acqua e un estintore. Solo l’intervento dei vigili del fuoco è riuscito a liberare l’uomo dalle api. “Sembrava che avesse un alveare al posto della testa” ha raccontato il figlio del pensionato.

LaCaze dopo due settimane di cure in ospedale, sabato è riuscito ad aprire gli occhi e potrebbe essere dimesso in un paio di giorni. “Il veleno, che è ancora dentro il suo corpo, potrebbe dargli delle conseguenze – commenta la moglie – ma al momento siamo solo felici che lui sia ancora vivo”.

Secondo i parenti del pensionato, le api avevano il loro alveare in un vecchio scaldabagno e, al passaggio del 65enne, sentendosi disturbate, lo hanno attaccato.

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