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Onu: "Israele ha agito con brutalità"

Pubblicato il rapporto sull'arrembaggio alla nave turca che provocò la morte di nove persone

Onu: "Israele ha agito con brutalità"
La Commissione d'inchiesta del Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite ha chiuso le indagini sull'arrembaggio alla nave turca Mavi Marmara, che il 31 maggio scorso provocò la morte di nove persone. Il rapporto pubblicato è un duro atto d'accusa per Israele: la Marina militare è infatti responsabile di "gravi violazioni dei diritti umani", ha fatto ricorso a una "brutalità inaccettabile" durante il blitz  contro la flottiglia di aiuti umanitari diretta alla Striscia di Gaza.

Si ipotizza "il sostegno a eventuali procedimenti in giustizia per omicidio intenzionale, tortura e trattamenti inumani che hanno causato intenzionalmente grandi sofferenze o ferite gravi". Ma appurare con certezza le singole responsabilità sarà tutt'altro che facile: "Gli autori dei crimini più gravi avevano il volto coperto e non possono essere identificati senza l'assistenza delle autorità israeliane", hanno scritto gli esperti Onu.

Appello alla cooperazione - Da qui, la necessità di un nuovo appello allo Stato ebraico affinché cooperi pienamente per permettere la loro "identificazione in attesa di perseguire i colpevoli". Una richiesta che Israele, già in passato, ha più volte rispedito al mittente, preferendo collaborare con un diverso team d’inchiesta delle Nazioni Unite, guidato dall’ex primo ministro neozelandese Geoffrey Palmer e dall’ex presidente colombiano Alvaro Uribe. Questa commissione sta tuttora procedendo alle indagini e non ha ancora comunicato le sue conclusioni. La posizione di Israele non cambia nonostante l'accusa di avere agito in modo "sproporzionato alle circostanze" e di avere fatto ricorso a "livelli di violenza assolutamente inutili e incredibili".

La chiusura israeliana
- "La relazione è incompleta e di parte, come l’organismo che l’ha prodotta", ha fatto sapere il ministero degli Affari Esteri. Secondo la leadership dello stato ebraico, le indagini interne condotte sull'incidente della flottiglia di Gaza sarebbero già sufficienti e qualsiasi altra iniziativa "è superflua e improduttiva".

La risposta turca - Da parte sua, il ministro turco degli Affari Esteri Ahmet Davutoglu ha salutato con soddisfazione "l'estrema imparzialità" dell’inchiesta Onu, "basata su prove solide": "Risponde alle nostre attese. Spero che gli israeliani, in futuro, possano agire nel pieno rispetto del diritto internazionale", ha aggiunto il capo della diplomazia di Ankara.

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Commenti all'articolo

  • luigirusso

    25 Settembre 2010 - 10:10

    caro fonty lei e moltissimi altri ,non riuscite a vedere la realtà ,per ciò che è, gli arabi sono in guerra da 1430,anni , dal profeta in poi, questa scaramuccia ,tra israeliti ,e muslim,è solo una piccola parte ,di tutto

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  • Al-dente

    24 Settembre 2010 - 12:12

    Veniamo agli scritti di ubik e di galberio. Il primo si limita ad offendere gli israeliani senza fornire motivi validi, come dire che chiunque possa dire di lui che è uno stronzo senza fornire delucidazioni, neanche vale la pena di rispondere. Il secondo si rivolge ad un ipotetica giustizia divina per mano di giudici, secondo lui, validi come quelli dell’Aia. Fare dei paragoni tra Ardeatine e Gaza non ha minimamente senso, non solo non sono attinenti le due situazioni ma nemmeno i fatti storici giudicati facendo di tutta l’erba un fascio. Le Ardeatine anche se furono un massacro di civili non possono essere giudicati come un illegalità perché rispondeva alle leggi di guerra internazionale. Furono condannate non per la rappresaglia che era legale ma perché tale rappresaglia superò il limite previsto, aggiungendo cinque persone di troppo. Informarsi prima di dire bestialità! Gaza invece non ci sono degli innocentini come potevano essere le vittime delle Ardeatine del tutto inermi ma una massa di terroristi, dichiarati tali non da Israele ma dall’ONU stesso e dai maggiori paesi del mondo, che continuamente imperversano contro i loro vicini sparandogli razzi carichi di tritolo sugli abitanti israeliani confinanti. Prima dell’intervento su cui recrimina e condanna galberio il lancio fu fatto per anni e ne furono lanciati qualcosa come oltre 8.000 provocando danni alle cose e alle persone (morti e feriti) e costringendo gli israeliani a vivere sotto la costante minaccia di questi lanci assassini. Il tutto come ringraziamento per avere lasciato Gaza che apparteneva legalmente ad Israele unilateralmente e come segno di pace verso i palestinesi, costringendo i civili israeliani a lasciare le loro case e i loro territori per mettere fine alle pretestuose e inesistenti pretese palestinesi. Però galberio ha da protestare contro l’intervento israeliano che qualsiasi popolo che si vede aggredito ha il dovere di fare a difesa dei propri cittadini. In quanto ai numeri del “massacro” inesistente di galberio se ci furono morti furono solo dei miliziani di Hamas e i civili che ne furono coinvolti lo furono perché costoro si facevano scudo di donne e bambini. Come vede oltre che assassini i palestinesi sono dei vigliacchi, per non parlare dell’assassino così compiuto del loro stesso popolo. Tuttavia galberio ha ragione a richiedere l’intervento dell’Aia per condannare questi assassini palestinesi ma non lo faranno mai perché siamo, come occidente, sotto il ricatto energetico delle nazioni islamiche che tale lotta criminale sostengono anche se fingono di no, mentre d’altronde non si può certamente condannare chi è vittima come Israele, cosa per cui anche quelli dell’Aia sentono di avere la coscienza sporca fin dalla Seconda Guerra Mondiale.

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  • Al-dente

    24 Settembre 2010 - 11:11

    La disinformazione perfino contro l’evidenza che i sostenitori degli islamici nostrani fanno contro Israele è pietosa, così com’è infame il capovolgimento della realtà fatta dall’ONU ormai in mano a maggioranze islamiche che vi imperversano. Come ha ricordato dettagliatamente un altro lettore, zucchetto, gli aggressori furono unicamente coloro che si facevano passare per portatori d’umanità, che sapevano di violare un blocco legale riconosciuto perfino dall’ONU e che rifiutavano di farsi controllare e dirigere in appositi porti per poterlo fare. I soldati israeliani sono scesi a bordo di quella nave “aiutati” e spinti a farlo dagli stessi occupanti che appena li ebbero a portata di mano li aggredirono violentemente. Le conseguenze di un aggressione a cui fu inevitabile rispondere per salvare i soldati possono ricadere unicamente su chi ha aggredito i soldati, anche se erano vestiti da civili ma non per questo meno aggressori, e non sui soldati stessi. Perciò lettore “cardisen” prima di fare affermazioni pretestuose su fatti che sono visibili perfino in video su youtube ci pensi meglio! Sulla storia della Palestina c’è poco da dire, quella zona è da sempre appartenuta al popolo israeliano che da sempre vi abita (vi sono riscontri storici di tutte le varie epoche), le pretese dei cosiddetti palestinesi che non sono altro che invasori provenienti dagli stati confinanti sono irrazionali e non poggiano su nessun appiglio storico, giuridico, di popolo o Stato mai esistito ma solo su falsificazioni propagandistiche martellanti e continue dei cosiddetti palestinesi e di chi in occidente li sostiene in odio ad Israele e agli USA che finora li aveva aiutati economicamente e con forniture militari.

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  • galberio

    23 Settembre 2010 - 19:07

    ma quand´é che vedremo l´Alta Corte dell´Aia condannare queste infamitá? quando vedremo processaare i responsabili per i 1700 morti dell´ultima azione di Israele a gaza? a Gaza é stato come alle Ardeatine: rappresaglia!! solo che la proporzione é stata bem piú brutale: da 1x10 si é pessati a 1x140. quando vedremo i responsabili rispondere a un tribunale che li giudichi per delitti contro l´umanitá? Alle Ardeatine c´erano solo adulti, quí si é sparato, lanciato missili, armi al fosforo, contro civili, indiscriminatamente!

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