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Sakineh condannata all'impiccagione

Il figlio della 43enne fa appello all’Italia: "Intervenite subito". Da Teheran dicono: "La campagna dell’Occidente non ci influenzerà"

Sakineh condannata all'impiccagione
La storia della condanna di Sakineh Mohammadi-Ashtiani non è finita. La donna iraniana di 43 anni, la cui storia ha fatto il giro del mondo, già condannata alla lapidazione per adulterio con sentenza poi sospesa, è stata ora condannata a morte per impiccagione con l’accusa di aver ucciso il marito. Questo secondo quanto scrive il quotidiano Teheran Times, citando il procuratore generale, Gholamhossein Mohseni-Ejei. Dal canto suo, però, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Ramin Mehman-Parast, ha detto che il processo non è ancora finito.

Nelle scorse settimane, dopo una mobilitazione di governi e organizzazioni per i diritti umani occidentali, le autorità iraniane avevano sospeso la condanna alla lapidazione di Sakineh per adulterio.

Intanto il figlio di Sakineh, Sajjad Ghaderzadeh, ha rivolto un appello disperato all'Italia: “Chiediamo alle autorità italiane di intervenire e aiutarci” sottolineando anche che “le autorità intendono annunciare ufficialmente la condanna a morte fra due settimane”. Dalla Farnesina rispondono: “Auspichiamo fortemente che la condanna a morte nei confronti di Sakineh possa essere rivista”. Raccoglie così l'appello del figlio della donna, assicurando che il governo “continuerà ad adoperarsi con la massima determinazione, come fatto finora”.

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Commenti all'articolo

  • numidia

    28 Settembre 2010 - 16:04

    Noi occidentali ci siamo mossi per evitare la condanna, ma i mussulmani moderati di tutto il mondo che fanno? Numidia

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  • ubik

    28 Settembre 2010 - 14:02

    I pacifisti osservano indignati.

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  • ercole.bravi

    28 Settembre 2010 - 14:02

    di venire smentito, ma un paese talmente controllato com l'iran, nessuno si domanda come mai questo figlio riesca sempre a far trapelare notizie ed appelli? Mi sembra una storia con verità e bugie comunque manovrate

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  • schnee

    28 Settembre 2010 - 12:12

    Ammainate le bandierine arcobaleno,come mai non vanno in Iran a protestare contro l'ennesima violazione dei diritti umani?Sì certo, bastano 2 gigantografie,un cartello e la coscienza ce la siamo lavata tutti.Pensate tuttavia ad una cosuccia:dura lex,sed lex. E se la conoscono come iraniani,sanno cosa possono rischiare.La vicenda,propinata dai vari media non si è soffermata sul fatto che la donna fosse o meno colpevole.Andava salvata dalla lapidazione.E lì il risultato lo si è portato a casa.La donna è colpevole?Per quanto brutta la legge,sapeva di fare un atto che sarebbe stato punito in modo barbaro,ma così sono le loro leggi.E, giustamente o ingiustamente dal nostro punto di vista,le applicano.Altrimenti si va in Iran e si sventolano le bandiere,ammesso che lo consentano...

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