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Afghanistan: trattative top secret per mettere fine a conflitto

Lo riferisce il New York Times: coinvolti tutti i gruppi talebani, anche i più estremisti, trasportati dal Pakistan dalla Nato.

Afghanistan: trattative top secret per mettere fine a conflitto
Sarebbero in corso in Afghanistan, trattative segrete ad alto livello tra leader talebani ed esponenti afghani, alle quali stanno prendendo parte anche esponenti della Nato  per mettere fine alla guerra. A riferirlo è il New York Times, citando fonti militari coinvolte nelle trattative. I colloqui coinvolgerebbero tutti i principali gruppi talebani, probabilmente aiutati dalla Nato a lasciare il Pakistan. Il tutto infatti, starebbe avvenendo a Kabul, e portato avanti da alcuni dei più stretti collaboratori del presidente afghano, Hamid Karzai, e da alti membri della shura di Quetta, il gruppo leader che sovrintende alle operazioni di guerra dei Talebani. Sempre il Times, che cita fonti militari americane e afghane, scrive che alle trattative starebbero partecipando anche i leader della rete Haqqani, considerata una delle fazioni più estremiste delle forze ribelli. Poi ancora, sarebbero in corso negoziati con membri della shura di Peshawar, i cui ribelli operano nella zona orientale dell'Afghanistan. Il giornale americano, sempre citando le fonti, assicura che i leader talebani che si sono spostati in Afghanistan, avrebbero lasciato i loro rifugi in Pakistan, avendo avuto assicurazione che non sarebbero stati né attaccati, né arrestati. C'è poi un particolare, sulla logistica di questi spostamenti, infatti, i talebani provenienti dal Pakistan avrebbero varcato la frontiera e sarebbero stati aerotrasportati dalla Nato verso Kabul. I colloqui sarebbero in corso da giorni, e paiono rappresentare il più significativo tentativo di far finire la guerra da quando il conflitto ha avuto inizio, nove anni fa: "Sono colloqui faccia a faccia. basati su relazioni personali di mutua fiducia" dichiara al New York Times una fonte afghana coinvolta nelle trattative. "Qui non si tratta di far contenti gli americani o di far contento Karzai - ha aggiunto -. Qui si tratta di ciò che è meglio per il popolo afghano".  












 

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  • bluesky

    22 Ottobre 2010 - 16:04

    Dopo la creazione dell’ India e Pakistan l' impero brittannico, nel 1919, divise l’Afganistan in due parti. La parte settentrionale l’ attuale Stato dell'Afghanistan e la parte meridionale( attuale provincia del Pakistan) è la parte pakistana, cioe’ la parte di Afghanistan occupato. Il cosiddetto confine afghano-pakistano e’ in realta’ terra afghana occupata. Tutto il nord del Pakistan, dal Pamir al Golfo Persico è territorio afgano. ( creazione della linea Durand dopo la sconfitta inglese sul continente indiano). Ci sono circa 35 milioni di afghani quelli che vivono nella provincia afgana del Pakistan, sono in numero più degli afghani che vivono nell’attuale Afganistan. L’esercito pakistano non è interessato alla difesa della “democrazia” ("lotta contro il terrorismo"), ma intende eliminare il movimento l'indipendenza afghana (della provincia afgana), che vuole la sua riunificazione con l'Afghanistan. una guerra tra Afgani (Talibani) e pakistani. Una guerra senza fine.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    20 Ottobre 2010 - 15:03

    L'esecutivo politico di Obama non è stolto, dopo nove anni di fallimenti ed un avvenire zeppo di possibili amare sorprese e visto anche come fini in Vietnam, costoro hanno ben pensato di trasformare questa guerra inutile in un grande bisnes di affari tra la stessa America e gli abitanti e confinanti di quel grande territorio. Politicamente,non ho mai sbagliato una previsione.

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  • pinet47

    20 Ottobre 2010 - 15:03

    Non sarà mica una bufalotta buttata lì in occasione delle elezioni di mid term? A qualcuno potrebbe far comodo, vero?!!

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  • grassdino

    20 Ottobre 2010 - 11:11

    IL SUCCESSO di una missione di pace non é capovolgere le condizioni di vita, in un'Area, Regione, Nazione ecc- Quanto stabilirne i presupposti per migliorarle e continuare, al termine di essa. Parametri sono il tempo, dal quale dipende la vita degli esseri umani e lo spazio, cioè la Terra in cui vivono. L'uno e l'altra transitano inclementemente ed indipendentemente dalle umane volontà. Può far sorgere dubbi il come queste si realizzeranno in un Paese dove vigono, tutt'oggi, regole di tribalità. Tra le quali non si escludono vendette o forme di rivalsa verso coloro che in qualche modo hanno avuto contatti con le Forze Nato. Queste ultime dovrebbero, a loro volta, essere protette da un"extraction force" in occasione del disingaggio. Si spera che di questo si tenga conto, prima che il "Tutti a Casa" abbia luogo e durante le annunciate trattative.

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