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Francia: ok alla riforma pensioni, proteste in strada

Il Senato approva i provvedimenti: limite alzato da 60 anni a 62. Le manifestazioni non si fermano

Francia: ok alla riforma pensioni, proteste in strada
Il governo francese ha approvato la riforma delle pensioni, ma gli incidenti nelle strade di tutto il Paese si moltiplicano. Al Senato il discusso voto si è concluso con 177 sì e 153 no: l'età pensionabile, dunque, sale da 60 a 62 anni. Il ministro del Lavoro Eric Woerth aveva chiesto a tutti i senatori di concedere una "corsia preferenziale" per la riforma, e il segretario socialista Martine Aubry aveva parlato apertamente di "colpo di mano" da parte del governo. Secondo il Ministro, comunque, "la riforma diventerà legge all'inizio della prossima settimana". Dopo il voto di oggi, la riforma dovrà passare dalla Commissione paritaria: 7 deputati e 7 senatori dovranno trovare un compromesso fra il testo dell’Assemblea Nazionale, la Camera Bassa francese, e il testo del Senato. Martedì il testo concordato sarà votato dall’Assemblea Nazionale, quindi mercoledì è previsto il voto del Senato. Nel caso in cui non si arrivi a un accordo, la legge farà un ultimo passaggio all’Assemblea nazionale per il varo definitivo.

I francesi contro la riforma - Le manifestazioni non si sono fermate nemmeno nelle ultime ore, mentre il dibattito politico diventava più acceso in vista del voto. Alle parole dei politici, però, sindacati e popolazione hanno reagito con i fatti. Secondo i sondaggi dei quotidiani d'Oltralpe, almeno i due terzi dei francesi sono d'accordo con le proteste, che anche oggi (come da diversi giorni a questa parte) stanno interessando la maggior parte delle grandi città. A Marsiglia il porto e le strade di accesso sono rimasti bloccati per ore, così come la circolazione ferroviaria. I cittadini stanno anche abbandonando sacchi di immondizia nel centro della città, causando una situazione potenzialmente pericolosa per la loro salute.

Le raffinerie - Dopo diverse ore, inoltre, nel corso della notte gli agenti di polizia hanno forzato il blocco dei manifestanti alla raffineria di Grandpuits, a est di Parigi. Negli incidenti tre persone sono rimaste lievemente ferite. Quella di Grandpuits è solo una delle 12 raffinerie francesi "conquistate" dai manifestanti: il presidente Nicholas Sarkozy aveva già chiarito giovedì che non sarebbe rimasto a guardare e avrebbe inviato le forze dell'ordine, cercando di arginare il più possibile il rischio di una vera e propria paralisi. A Tolosa gli agenti hanno disperso con dei lacrimogeni 200 manifestanti che tentavano di bloccare un deposito di carburanti. A Lione centinaia di poliziotti girano per le strade fermando sul nascere ogni forma di protesta.

I carburanti - Preoccupazione anche per i carburanti, i cui rifornimenti vengono bloccati dagli operai in sciopero. Le pompe di benzina, negli ultimi giorni, sono state prese d'assalto per fare incetta delle scorte. Il governo, venerdì mattina, ha comunicato che i rifornimenti procedono più lentamente del previsto e che ci vorranno "alcuni giorni" prima di tornare alla normalità. Anche le pompe di benzina del sistema autostradale francese stanno ultimando le proprie scorte.

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Commenti all'articolo

  • tizziocaio

    22 Ottobre 2010 - 22:10

    e come al solito noi italiani siamo fra' i piu' fessi, ci tocca lavorare (se hai la fortuna di trovarlo) mentre ci sono furbi che vanno in pensione prima. non solo i francesi anche tanti italiani furbi. ......

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  • sentinella f

    22 Ottobre 2010 - 18:06

    I Francesi non ci stanno e come fosse un'altra Rivoluzione, prendono sul serio il lavoro. Non è bene la guerriglia, meglio fare all'italiana, se ci sono i fessi che lavoreranno di più e che dovranno mantenere chi "lecca" o garantisce "voti", gli timbrano il cartellino e si trovano alla pensione che manco si sono accorti di lavorare, fino a quando i fessi cominceranno a cantare....

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  • alessio di benedetto

    22 Ottobre 2010 - 17:05

    Sarkozy si è immedesimato in Luigi XVI, l’ultimo esponente dell’aristocrazia francese e ha avuto come maestro il nostro psiconano, che crede di essere la reincarnazione di Mussolini. Ambedue con il pretesto di aver avuto il 38% dei voti dal popolo pensano di essere legittimati a fare qualunque cosa contro i cittadini. Siamo tornati ad un periodo in cui governano gli aristocratici. Oggi costoro sono i cosiddetti parlamentari che percepiscono uno stipendio di 20.000 euro mensili e che vanno in pensione dopo tre anni di legislazione , con ben 5000 euro al mese . I ladri rimproverano il popolo di essere antidemocratici, quando questi manifestano per i propri diritti? Per 35 anni ogni lavoratore ha versato quasi metà del proprio stipendio per avere la vecchiaia assicurata. Ma con questo innalzamento progressivo, di assicurato, ci sarà solo la morte . Un canto di vittoria e di solidarietà giunga al popolo francese che ancora una volta dimostra in che cosa consista la giustizia, l’uguaglianza

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