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California: Soros è pro - legalizzazione marijuana

Il magnate americano, che qualche tempo fa voleva comprare la Roma, attacca: "gli unici a giovarne sono i cartelli della droga"

California: Soros è pro - legalizzazione marijuana
Georges Soros, dalle colonne del Wall Street Journal di oggi, si dichiara favorevole alla legalizzazione della marijuana, spiegando come l'attuale regime di proibizionismo, abbia portato solo effetti negativi. Storico oppositore dell'Unione Sovietica ai tempi della guerra fredda, Soros si è reso protagonista della vita politica a livello internazionale, soprattutto negli Stati Uniti dove nel 2004 affermò di essere disposto a rinunciare a buona parte della propria fortuna pur di non far rieleggere George W. Bush.

Per quanto riguarda l'ambito italiano, lo si può ricordare per il famoso attaco speculativo contro la lira e contro altre monete europee avvenuto nel settembre del 1992, per il quale era stato anche indagato, come la sua entrata in scena ( e rapida scomparsa) nella trattativa con Unicredit per l'cquisto delle azioni dell'AS Roma.

Il magnate americano ha denunciato il fatto che le forze di polizia spendono ogni anno molti miliardi di dollari dei contribuenti per cercare di far rispettare questo insostenibile divieto. I 750mila arresti circa, che effettuano ogni anno per il possesso di piccoli quantitativi di marijuana rappresentano più del 40% di tutti gli arresti per droga. Regolamentare e tassare la marijuana consentirebbe di risparmiare miliardi di dollari dei contribuenti spesi per far rispettare il divieto e per i costi di incarcerazione, e al tempo stesso consentirebbe di ottenere molti miliardi di dollari di nuovi ricavi ogni anno. Per Soros, la legalizzazione porterebbe  anche a una sensibile riduzione dei crimini, delle violenze e della corruzione legati al mercato della droga. Le forze di polizia avrebbero inoltre la possibilità di impegnare più forze su altri fronti, migliorando così il servizio ai cittadini e incrementando la sicurezza. Inoltre, parla anche di una possibile riduzione delle discriminazioni razziali, poichè negli Stati Uniti, a seconda delle zone, gli afroamericani hanno da tre a dieci probabilità in più di essere arrestati per detenzione di marijuana rispetto agli altri cittadini non di colore. Sono così milioni i giovani statunitensi che si ritrovano con la fedina penale sporca per il possesso di marijuana, un particolare che in molti casi può condizionare la vita e "fare più danno di uno spinello". Soros, sempre sul WSJ, rincara la dose dicendo che gli unici a trarre beneficio della non legalizzazione della marijuana sono le grandi oraganizzazioni criminali in Messico e in altri paesi che guadagnano miliardi di dollari ogni anno e che perderebbero molti vantaggi economici se la marijuana fosse venduta legalmente. Alcuni sostengono che questi orienterebbero i loro affari illeciti verso altre attività, ma è molto più probabile che possano essere indeboliti dalla mancanza dei facili guadagni realizzati con la marijuana. Tuttavia, dichiara che occorre comunque un netto miglioramento nell'educazione dei ragazzi, nel spiegare loro i pericoli connessi all’utilizzo delle sostanze stupefacenti. Secondo numerose ricerche, negli Stati Uniti gli adolescenti riescono più facilmente a procurarsi la marijuana rispetto all’alcol, il cui consumo al di sotto dei 21 anni di età è vietato.

Il referendum in California - Infine, afferma che potrebbe essere un grande passo avanti, l’approvazione della Proposta 19 in California. La proposta è di iniziativa popolare e prevede di rendere legale l’utilizzo di una trentina di grammi di marijuana per uso personale per i cittadini con un’età superiore ai 21 anni. La legge sarà votata il prossimo 2 novembre dagli elettori della California e propone anche l’istituzione di un’imposta, con un meccanismo simile a quello utilizzato per le sigarette. 











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  • lulumicianera

    29 Ottobre 2010 - 14:02

    ci guadagna qualcosina pure lui,povero nani

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  • marxius

    27 Ottobre 2010 - 20:08

    Da liberale sono perfettamente d'accordo col sig. Soros. Il proibizionismo è solo un regalo a mafia e immigrati spacciatori. La legalizzazione al contrario porterebbe dei bei soldi nelle casse dello stato e eviterebbe il contatto tra i ragazzini e la gentaglia che in un regime di illegalità si trova a vendere la canapa. Per contrastare il consumo di droghe legali o illegali è molto più efficace un mercato controllato e una continua informazione e sensibilizzazione. Colgo l'occasione per ricordare che la repressiva ma inefficace legge sugli stupefacenti che abbiamo in Italia è stata concepita dal sig. Fini, che oggi dà lezioni di liberalismo.

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  • S.Winston

    27 Ottobre 2010 - 16:04

    d'accordissimo, comunque sia i 15enni che girano con la cocaina ci sono più adesso con le leggi severissime che dieci anni fa...quindi.....è l'educazione il miglior anti-corpo alle droghe devastanti....

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    27 Ottobre 2010 - 14:02

    La migliore delle leggi sovrebbero essere quelle della responsabuilità personale delleproprie azioni. Quando una cosa fa male,è la società atytraverso i suoi centri culturali sia mediici che altro far conoscere ai cittadini ildanno che potrebbe apportarer l'uso di certe sostanze o di certi abusi ma mai il divieto dell'uso salvo,al rispetto delle leggi. Il divieto perf legge dell'uso delle droghe, non fa altro che arriccchire gli operatori glandestini della malavita organizzata a livelli internazionale che fornisce i mercati al dettaglio dei consumatori. I consumatori, sanno che le droghe fanno male ma.a loro, questo non interessa; daltronde, sia il tabacco che l'alcol ,vini compresi, non fanno male assunti fuori misura ? E allora, mettiamo in galera i fumatori incalliti o i bevitori incalliti ? - costoro, in larga misura moriranno prima del tempo naturale ma, a loro non interessa. Domando: perchè non liberare tutte le droghe alfine di togliere questo monopolio alle mafie?

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