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Il Nord bombarda il Sud Corea, due soldati morti

Attacco aereo nel Mar Giallo: 13 feriti. Seul: "Risponderemo". Pentagono: "Troppo presto per azioni punitive"

Il Nord bombarda il Sud Corea, due soldati morti
Venti di guerra in Corea, e il mondo si muove. L'esercito del Nord ha bombardato l'isola di Yeonpyeong, nel Mar Giallo, provocando la morte due soldati sudcoreani e il ferimento di 13 opersone.  Secondo quanto rende noto l'agenzia di stampa Yonhap, citando il colonnello Lee Bung Woo, portavoce dei capi di stato maggiori riuniti, una cinquantina di granate sono esplose sull'isola, i cui abitanti sono stati fatti evacuare a bordo di barconi da pesca.  Un caccia sudcoreano è stato in seguito dispiegato in volo nella zona, e il governo sudcoreano ha minacciato: "Basta attacchi o risponderemo al fuoco". Dura l'accusa: "E' stato un attacco premeditato e una violazione degli accordi di non belligeranza". Sull'isola di Yeonpyeong, oltre ai morti, una settantina di abitazioni hanno preso fuoco. Secondo i testimoni, alcuni degli edifici colpiti sono crollati, e dalle immagini trasmesse dalle televisioni si sono viste almeno quattro colonne di fumo levarsi da diversi punti dell'isola che si trova lungo la linea di confine delle due coree.

La condanna -
Durissima la condanna internazionale. Nelle prossime 24 o 48 ore il Consiglio di Sicurezza dell'Onu terrà una riunione d'urgenza sul bombardamento da parte della Corea den Nord. Lo ha reso noto una fonte diplomatica francese. "E' in corso l’organizzazione di una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza. La Francia è molto favorevole", ha detto la fonte. Le Nazioni Unite hanno anche definito quello di oggi come uno degli incidenti peggiori nel tormentato rapporto tra Nord e Sud Corea. La Nato ha subito espresso la sua "ferma condanna" sul bombardamento. Anche l'Unione europea, tramite l'Alto rappresentate per la politica estera e di sicurezza comune, la britannica Catherine Ashton, ha immediatamente stigmatizzato la condotta di Pyongyang. La Ashton si è detta "profondamente preoccupata per gli eventi di oggi nella penisola coreana, che ha ha causato vittime tra i militari ed i civili sudcoreani" e ha lanciato un appello affinché si evitino azioni che provochino "un'ulteriore escalation". L'Alto rappresentante ha fatto poi sapere che la Ue "sta monitorando da vicino gli sviluppi: vorrei sottolineare che la pace e la stabilità nella penisola coreana restano essenziali per la regione ed il mondo intero".
La Cina ha sollecitato "tutti i paesi" coinvolti nei'colloqui a sei (Corea del Nord, Corea del Sud, Cina, Giappone, Russia e Stati Uniti) a ripristinare insieme le condizioni per il riavvio "il prima possibile" delle discussioni. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Hong Lei.
Anche la Russia ha invitato le parti in causa a non peggiorare la situazione. Il premier giapponese Naoto Kan ha allertato i suoi ministri, ordinando loro di "prepararsi ad ogni evenienza". Gli Usa condannano "con forza" l'attacco: "Siamo totalmente impegnati - si legge nella nota della Casa Bianca - a difesa del nostro alleato, la Corea del Sud". Anche l'Italia difende Seul: "Condanniamo in modo molto duro l'attacco attuato dalla Corea del Nord", ha commentato il ministro degli Esteri Franco Frattini.  L'ambasciatore italiano a Seul Massimo Andrea Leggeri ha poi rassicurato: "A Seul la situazione è tranquilla, non ci sono motivi di allarme".

La difesa del Nord - Il governo di Pyongyang ha accusato Seul di aver sparato per prima. "Il nemico sudcoreano - si legge in una nota ufficiale nordcoreana - malgrado i nostri avvertimenti ripetuti, ha commesso provocazioni militari procedendo a tiri di artiglieria contro il nostro territorio marittimo nei pressi dell'isola di Yeonpyeong, a partire dalle 13 (le 5 in Italia, ndr)". Per questo, continua, "nuovi attacchi seguiranno se Seul violerà il confine marittimo anche di 0,001 millimetri". La Corea del Nord, aggiunge il comando, "lancerà senza pietà attacchi militari di rappresaglia".

Borsa giù - Come prevedibile, anche le borse hanno registrato con timore i fatti del Mar Giallo. Hong Kong, come le altre cinesi, ha chiuso in ribasso: l'indice Hang Seng ha  chiuso a -2,67%, lasciando sul campo 627.88 punti a 22.896,14.

Minaccia nucleare - L'attacco è partito pochi giorni dopo la scoperta di un avanzato impianto per l'arricchimento dell'uranio in Corea del Nord, sito dove i tecnici di Pyongyang potrebbero fabbricare armi. La scoperta - di uno scienziato statunitense che si trovava nel Paese - ha scatenato l'allarme internazionale. Per Washington si tratta di "una sfida aperta", mentre Seul si è detta "molto preoccupata" dall'impianto. Per Tokyo, "la situazione è totalmente inaccettabile".

Il precedente - Il presidente sudcoreano, Lee Myung Bak ha convocato una riunione straordinaria del suo consiglio di sicurezza per discutere della crisi nel Mar Giallo. Sono circa mille i soldati sudcoreani dislocati sull'isola di Yeonpyeong che si trova a 12 chilometri dalla costa nordcoreana, e in un tratto di mare conteso fra le due Coree. Lo scorso marzo, nella stessa zona, una corvetta sudcoreana era stata affondata probabilmente da un siluro lanciato da unità navali nordcoreane, 46 marinai erano rimasti uccisi.

Azioni punitive - Il Pentagopno ha fatto sapere che è ancora troppo presto per parlare di eventuali azioni militari contro la Corea del Nord, e di un rafforzamento del deterrente nei suoi confronti. E' stato
il portavoce del ministero della Difesa Usa, il colonnello Dave Lapan, a sottolinearlo: "Al momento è prematuro affermare che stiamo valutando una qualsiasi iniziativa militare", ha tagliato corto. Lapan ha quindi precisato che non c'è stato alcun dispositivo di rinforzo delle unità americane di stanza nella regione, mentre non ha voluto rispondere quando gli è stato chiesto se sia stato inasprito lo stato di allerta delle forze statunitensi presenti in Corea del Sud. Al Pentagono, ha comunque assicurato, "si stanno seguendo di minuto in minuti gli sviluppi della situazione".

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Commenti all'articolo

  • Lamb

    24 Novembre 2010 - 16:04

    In effetti non esiste un periodo storico che non abbia visto conflitti o guerre. Pare proprio che sia nella natura umana cercare il contrasto ed il conflitto, in effetti anche gli utenti di questo forum tendono in questa direzione. Certo è che la situazione delle due Coree è frutto anche di enormi interessi di politica internazionale, sia da una parte che dall'altra. La Nord Corea è uno stato che non avrebbe motivo di esistere realmente oggigiorno senza due elementi quali il sostegno economico-politico cinese ed una tendenza millenaria dei popoli dell'Asia ad assoggettarsi spontaneamente intorno a figure di spicco da venerare. Per contro, la Corea del Sud, come il Giappone, deve fortemente ringraziare l'interesse personale e gli investimenti statunitensi degli ultimi 50 anni per essere arrivata dov'è oggi.

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  • jerico

    24 Novembre 2010 - 09:09

    Per quelli che ancora non l'hanno capito, la Corea del Nord è una propaggine della Cina, o se volete , il''braccio armato'' -è quella che combatte le guerre per conto di altri . Il drago cinese ci aveva provato con la Guerra di Corea, e male hanno fatto gli americani e l'allora Presidente Truman a non dare il via libera al Gen.Le Douglas McArthur al bombardamento e distruzione della Cina.Quest'ultima ha bisogno di spazio, un miliardo e trecento milioni di persone sono un'enormità, un mondo a sè -la Cina ha bisogno di territori-ha già inglobato il Tibet,lo stà facendo con il Myanmar,ci stà riprovando con la Corea-stà cercando spazi e materie prime in tutta l'Africa,con una politica aggressiva,al contrario, l'Occidente dorme e si crogiola nella sua presunta superiorità tecnologica.Quanto può durare questa situazione, non molto credo..............................

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  • jack1980

    24 Novembre 2010 - 00:12

    @Joe1957: Immagino tu volessi dire "cui prodest"?

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  • ubik

    23 Novembre 2010 - 19:07

    Colpo di coda???? La cina ha in mano 2/3 dell'economia mondialeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!

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