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Usa, fumata nera per il piano di austerity

La spuntano i repubblicani: il Congresso boccia i tagli per ridurre il deficit pubblico di 4 miliardi di dollari

Usa, fumata nera per il piano di austerity
Fumata nera nella commissione statunitense che avrebbe dovuto decidere sul taglio del deficit voluto da Barack Obama. I due presidenti dell'organismo, il democratico Erskine Bowles e il repubblicano Alan Simpson, non sono riusciti a far passare il piano presentato lo scorso mercoledì per risanare il bilancio statunitense, su cui grava un debito pubblico stellare, pari a circa 14 mila miliardi di dollari. La vita dell'Obama dimezzato dalle elezioni di mid-term, si sapeva, non è facile.

"UN PASSO IMPORTANTE" - I voti favorevoli sono stati solo 11, quando per far avanzare la proposta in Congresso ne sarebbero serviti 14. Per Bowles quello di oggi è un passo importante, "una vittoria: "Il voto bipartisan della commissione ha mostrato che "è possibile stabilire un dialogo adulto sul problema del deficit".

IL PIANO - Tra i punti principali del piano, ricorda il Wall Street Journal, c'è un eclatante taglio (-10%) dei dipendenti federali entro il 2020: si tratta di almeno 200.000 dipendenti. Sempre entro il 2020, la commissione vuole ridurre il deficit pubblico di 4 miliardi di dollari, e portarlo al 2,3% del Pil entro il 2015. Mentre, entro il 2035, l’obiettivo è di ridurre il debito pubblico al 40% del Pil.

La bocciatura di oggi non è una sorpresa: mercoledì uno dei due presidenti della commissione aveva detto di non aspettarsi l'approvazione del piano entro la settimana. Ma ha aggiunto che le linee guida del programma saranno il punto di riferimento nelle future discussioni in Congresso sulla risanamento del bilancio pubblico.

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Commenti all'articolo

  • gasparotto

    04 Dicembre 2010 - 19:07

    Era facile da pronosticare che un idealista come Obama, avrebbe portato gli USA allo sbando. Quando i miei parenti americani , venuti in Italia mi parlavano entusiasti del mulatto for president,io gli facevo notare che questi avrebbe portato gli USA allo sbando,perchè aveva in mente di toccare un nervo scoperto:la riforma sanitaria,con assistenza a tutti indistintamente.Nobile intento, intendiamoci, ma per attuarlo ci vogliono soldi, molti soldi e per racimolare molti soldi ci vogliono molte tasse.Lo dicevo perchè avevo sotto gli occhi l'esempio Italia,che volle istituire il SSN,nonostante l'Inghilterra che lo aveva fatto prima di noi, ci aveva sbattuto il muso e ne era a pezzi e frattaglie. Il sistema senza freni alla spesa e controlli,pompa soldi come una idrovora impazzita.Il Italia siamo a più di 100miliardi di euro /anno .Figuriamoci in America. E che dire dei debiti delle banche che hanno concesso fidi e mutui a cani e porci,mi pare dietro una legge di Clinton?

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