Cerca

Spagna aeroporti ko. Poi i controllori tornano al lavoro

Oltre 330mila persone rimaste a terra e disagi a catena in tutta Europa. Poi riaperto spazio aereo

Spagna aeroporti ko. Poi i controllori tornano al lavoro

Per la prima volta nella storia democratica della Spagna il capo del governo, Josè Luis Rodrìguez Zapatero, ha decretato lo stato di allerta in seguito allo alle proteste che hanno creato il caos nel settore dei trasporti. Non succedeva dai tempi del franchismo. A paralizzare il Paese è stato lo sciopero, a sorpresa, dei controllori di volo. Il motivo per il quale hanno incrociato le braccia, a partire da venerdì sera, è la protesta contro un decreto sugli orari di lavoro, varato sempre venerdì dal governo socialista di Zapatero. Secondo quanto si è appreso, però, dopo una mattinata di massima tensione in tutto il Paese (con conseguenze anche all'estero), i piloti si sono arresi e sono tornati al lavoro. Lo spazio aereo è stato riaperto poco dopo le 16 ma, nonostante il decollo di alcuni voli, la ripresa del traffico procede ancora a rilento in tutta la Penisola: si stima, infatti, che prima della regolarità assoluta dovranno trascorrere almeno 24/48 ore.

LA REAZIONE DEL GOVERNO - L'esecutivo iberico aveva tuonato: "Non cedremo al ricatto".  Il comportamento dei dispositivi di controllo aereo "è intollerabile. Per questa ragione, il governo agirà con la massima determinazione e la massima fermezza utilizzando tutta la forza della legge per porre fine a questa situazione. Se i dispositivi di controllo non raggiungono immediatamente i loro posti di lavoro, il governo ricorrerà alle misure straordinarie necessari", così il premier José Luis Rodriguez Zapatero.

I NUMERI - Si calcola che siano rimaste a terra almeno 330mila persone a causa dello stato d'emergenza, e i controllori erano stati "mobilizzati" (precettati): se non avessero lavorato, sarebbero dovuti comparire davanti alla Corte Marziale, per delitto di disobbedienza previsto dal codice militare. Il decreto, annunciato il vicepremier Alfredo Rubalcaba, avrebbe trovato attuazione nella giornata di sabato.

LE COMPAGNIE - Il gruppo spagnolo Iberia ha dovuto cancellare tutti i voli previsti fino alle 6 di domenica mattina, mentre Ryanair ha annunciato la sospensione dei voli sul suo sito, sottolineando che "lo spazio aereo spagnolo non riaprirà prima di questa sera tardi". I disagi si protrarranno quindi per tutta la giornata. Ma a rimanere bloccati a terra sono anche tutti i mezzi di Air France, Klm, Thaï Airways. La Easyjet ha annunciato la cancellazione di tutti i voli da e per la Spagna, le isole Canarie, il Portogallo e il Marocco per il resto della giornata. Per la giornata di domenica mancano comunicazioni ufficiali, ma da parte delle compagnie aeree giungono notizie su "possibili cancellazioni".

NEL RESTO D'EUROPA - Lo sciopero ha fatto sentire i suoi effetti anche in Italia, bloccando a terra moltissimi passeggeri diretti  nella penisola iberica e intasando gli aeroporti romani di Ciampino e Fiumicino. In quest'ultimo scalo, in particolare, saranno 51 i voli da e per la Spagna annullati. Problemi per i viaggiatori anche in Francia, a causa di una riduzione dei voli imposta dalla direzione dell’Aviazione Civile, allarmata a causa del maltempo. Stessi problemi in Inghilterra dove molti aeroporti sono rimasti chiusi. Il più colpito è lo scalo Londinese di Gatwick, il quale ha visto la cancellazione di 1200 voli. Cancellazioni e ritardi anche a Schiphol ad Amsterdam, Tegel a Berlino, e ad Edimburgo e Vienna. In tutta Europa le compagnie consigliano di contattare i call center per avere notizie aggiornate sui voli.

DISAGI ANCHE NEL CALCIO - E' bufera anche nel campionato spagnolo per lo sciopero dei controllori di volo. Il match Osasuna-Barcellona, in un primo momento, era stato annullato per i disagi negli aeroporti ma anche per il maltempo che imperversa sulla Penisola iberica. Nel pomeriggio, invece, è giunta la conferma ufficiale: l'incontro, previsto per le 20 di sabato a Pamplona, si giocherà. Il rinvio era stato richiesto dal Barcellona, che dovrebbe affrontare un "problematico" viaggio di 500 km in pulmann. Si è appreso che i blaugrana si sposteranno in treno fino a Saragozza, da dove ragginugeranno Pamplona in autobus. Secondo i principali quotidiani sportivi spagnoli, tradizionalmente vicini al Real Madrid, il rinvio sarebbe stato un "favore" alla squadra di Guardiola: viene dunque dato ampio risalto al tweet del giocatore dell'Osasuna Juanfran che, su Twitter, ha scritto "è una vergogna".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • gasparotto

    06 Dicembre 2010 - 08:08

    La Spagna è noto, sta attraversando un brutto momento. Se continua di questo passa rischia il fallimento.disoccupazione oltre il 20%,debito pubblico che sale come un fiume in piena,banche oberate da debiti insolvibili. E' chiaro che la situazione esige sacrifici lacrime e sangue.Tutti d'accordo, come in Italia,a parte che vengano fatti da altri. E così i controllori di volo, forti del loro operare,di fronte a qualche sacrificio si sono dati alla follia pura, interrompendo il traffico aereo e facendo scoppiare il caos nei cieli e negli aeroporti. Mi ricorda un episodio simile,quando dovendo partire per gli USA,mi ritrovai a Fiumicino in mezzo al caos per lo sciopero dei piloti,che tutti insieme mandarono certificati medici.Mi pare fosse il 1995-96(?).Una tragedia. CHE BELLA QUELLA LEGGE FRANCHISTA APPLICATA DAL "MITE" ZAPATERO.E' DEL DITTATORE? E CHI SE NE FREGA. TUTTI A CUCCIA COME I CAGNOLINI,ALTRIMENTI LA GALERA ED IL LICENZIAMENTO. PER ME UNA VENTATA DI SOLLIEVO.FINALMENTE.

    Report

    Rispondi

  • abraxasso

    05 Dicembre 2010 - 22:10

    Legge marziale: la userei anche per gli studenti fannulloni che hanno protestato in questi giorni nascondendosi dietro al diritto allo studio e a tutti i più santi principi previsti dalla cultura. Sbugiardati subito, perché oggi è domenica e non si va a scuola: qualcuno li ha visti, questi buffoni, sui tetti dei palazzi? Guarda caso, non si sono visti. Oggi, che è domenica, i principi non valgono. Chissà perché, vero? Legge marziale anche per coloro che aizzano e rimestano nel torbido e per tutti gli sciacalli che quando piove vanno ad aprire le chiuse e dove ci sono piccoli focolai vanno a portare benzina. Somari, bravi solo a scalciare.

    Report

    Rispondi

  • desiderig

    05 Dicembre 2010 - 12:12

    pensate se lo avesse fatto il nostro premier di mandare i soldati ad intervenire in uno sciopero oggi starebbero a gridare al golpe.Questo dimostra come i nostri politici di sinistra usino due pesi e due misure

    Report

    Rispondi

  • desiderig

    05 Dicembre 2010 - 12:12

    pensate se lo avesse fatto il nostro premier di mandare i soldati ad intervenire in uno sciopero oggi starebbero a gridare al golpe.Questo dimostra come i nostri politici di sinistra usino due pesi e due misure

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog