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Wikileaks contro il Vaticano: "Bertone, uno 'yes man'"

Dispacci del sito di Assange citano l'ambasciata Usa nella Santa Sede: "Chi informa il Papa?"

Wikileaks contro il Vaticano: "Bertone, uno 'yes man'"
Le nuove rivelazioni di Wikileaks puntano niente meno che il Vaticano. I cablogrammi dell'ambasciata Usa presso la Santa Sede - resi pubblici dal sito di Julian Assange - prendono di mira il cardinale Tarcisio Bertone, definito "yes man" e i livelli diplomatici del Vaticano. Bertone, inoltre, viene criticato anche perché "parla solo italiano", cosa che gli impedisce di sviluppare qualsiasi esperienza in campo diplomatico. Secondo l'esponente dell'ambasciata Usa nella Santa Sede Julieta Valls, "Bertone ha uno stile pastorale personale che a volte lo porta lontano da Roma, in giro per il mondo, a occuparsi di problemi spirituali prima che di politica estera. Non sono poche - secondo la Valls - le voci che chiedono la destituzione del cardinale dal suo attuale posto".

"C'è poi la questione di chi, se c'è qualcuno, porta le posizioni di dissenso all’attenzione del Papa", si legge su un dispaccio pubblicato sul Guardian. Perchè, con lo "yes man" Bertone e gli altri cardinali che non avrebbero un rapporto così confidenziale con Benedetto XVI, il Pontefice potrebbe essere non informato sulle critiche che giungono nei confronti della Santa Sede. "Con Giovanni Paolo II le fughe di notizie erano molto più comuni. Sebbene dannose, queste fughe di notizie lasciavano tempo ai critici delle decisioni pendenti di mobilitarsi e presentare per tempo punti di vista opposti al Papa", riferisce una fonte sulla quale c'è un omissis.
Una fonte della Città del Vaticano ha infine riferito all'ambasciata Usa che "Bertone si è distinto per la sua assenza durante la controversia sui lefebvriani e che la Curia è divenuta più disorganizzata che mai sotto la sua leadership".

LA REAZIONE DEL VATICANO -
Il caso è di "estrema gravità" e la Santa Sede non vuole "entrare nella valutazione dell'estrema gravità della pubblicazione": risponde così la Sala Stampa vaticana alle rivelazioni di Wikileaks, che - prosegue il comunicato - "riflettono le opinioni di coloro che li hanno redatti".

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  • jerico

    13 Dicembre 2010 - 15:03

    La vicenda di Wikileaks , confermano sempre più che i diplomatici americani sono in maggioranza persone sprovvedute ed inette ,senza furbizia,poco accorte, e con riferimento al ''chiacchericcio'' italiano ,sono convinto che abbiano letto solamente ''Repubblica'' e riportato alla Casa Bianca falsità , con lo scopo di destabilizzare i buoni rapporti tra l'Italia e la Russia , e cambiare l' Esecutivo a Palazzo Chigi. Quello che gli USA purtroppo non hanno capito,è che la Russia è meglio averla dalla propria parte ,che contro-il dinamismo del Cavaliere è indirizzato in questo senso, con buona pace delle multinazionali petrolifere americane. Viene legittimo il sospetto , pensare che gli USA ci abbiano liberati dal Nazismo , non per amore della Libertà, ma per espandere i loro mercati commerciali . Tornando a Wikileaks , salta subito in evidenza ,che tra le grandi potenze , soltanto la Cina è indenne da files segreti , come mai...?Vuoi vedere che c'è il suo zampino ...?

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  • franziscus

    12 Dicembre 2010 - 13:01

    Il fatto che la nazione più potente del mondo non abbia capito nulla sul Vaticano è preoccupante. Il Papa fa bene a occuparsi delle questioni morali piuttosto che non delle stupidaggini diplomatiche, e inoltre essere uno "yes man" del Papa è un onore. Americani, andate avanti così, che fra mille anni la Chiesa esisterà ancora, ma fra cento anni gli usa non ci saranno più.

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  • alessio di benedetto

    11 Dicembre 2010 - 23:11

    E' SEMPRE POCO RISPETTO A CIO' CHE TRAMA IL SERVIZIO SEGRETO VATICANO. La pedofilia clericale, nel paese più cattolico d’Europa, si è dimostrato un fatto radicato e diffuso, una vera e propria malattia endemica. Il 21 maggio 2009 quel rapporto di sette anni fa è stato aggiornato. Così scrive Repubblica: “Il risultato suscita orrore: un dossier con le testimonianze di 2500 vittime di violenze, avvenute tra gli anni ‘40 e gli anni ‘80, negli istituti gestiti da preti e suore in Irlanda. Racconti atroci, di uomini e donne - oggi adulti - che ricordano di essere stati picchiati in ogni parte del corpo con le mani e con ogni tipo di oggetti: seviziati, stuprati, talvolta da più persone contemporaneamente. È la cronaca di una discesa agli inferi, tenuta nascosta per decenni, poi trapelata qui e là, ma solo ora svelata in tutta la sua mostruosa realtà. LA RELIGIONE CHE UCCIDE COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ (Nexus Edizioni), giugno, 2010. 517 pagine, 130 immagini, € 25

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  • franc970

    11 Dicembre 2010 - 21:09

    Titolo falso quanto scorretto! Unica ragione per cui lascio un commento.

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