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"Jolly Amaranto" verso l'Egitto. Salvi i 16 italiani

Verso la salvezza il portacontainer italiano in avaria nel Mediterraneo. A bordo anche il cane mascotte Athos

"Jolly Amaranto" verso l'Egitto. Salvi i 16 italiani
E' stata finalmente raggiunta ed agganciata dal rimorchiatore Simoon la portacontainer italiana Jolly Amaranto che da due giorni era in balia delle onde, con il motore in avaria, al largo delle coste egiziane nel Mediterraneo. Sta dunque per concludersi la brutta avventura dei 16 marinai italiani e degli altri 5 membri dell’equipaggio della nave, che sarà trainata nel porto di Alessandria d’Egitto. I soccorritori sarebbero dovuti arrivare nella zona già ieri sera ma il maltempo, con onde che hanno raggiunto i 10 metri di altezza, li ha fatti tardare di alcune ore. Adesso anche le condizioni meteo sono sensibilmente migliorate e già in serata la portcontainer della compagnia genovese Messina dovrebbe raggiungere la terra ferma. I marinai a bordo, che in attesa dei soccorsi avevano tentato inutilmente di riparare il motore della nave nella sala macchine, sono provati dalla stanchezza e dalla paura ma stanno tutti bene. Sta bene anche Athos, il cane mascotte della ciurma.

ALLARME IN MARE
- La "Jolly Amaranto" aveva chiamato soccorso verso le 11.40 di sabato mattina mentre si trovava a 50 miglia a Nord delle coste egiziane. Destava forte preoccupazione, infatti, un'avaria ai motori. La nave, partita da Genova e diretta ad Alessandria d'Egitto - dopo una sosta a Malta - ha perso in mare otto o dieci container.

SITUAZIONE DRAMMATICA
- Fonti delle Capitanerie di Porto avevano smentito un possibile affondamento della nave, ma la situazione era comunque complessa: "Abbiamo chiesto l'intervento dei rimorchiatori - aveva detto il comandante Gatto di Chiavari - La situazione a bordo è drammatica. I motori sono in avaria e la nave è in balìa del mare. Gli elicotteri non possono venirci a salvare perchè il vento tira troppo forte". Secondo i membri dell'equipaggio, il vento provocava sbadamenti anche di 30-40 gradi, provocando la caduta in mare di parte del carico.

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    12 Dicembre 2010 - 09:09

    Posso capire la situazione in cui versa l'equipaggio del mercantile.Ho fatto il marittimo per 10 anni sulle petroliere come macchinista,e vi assicuro non è una situazione alquanto rosea per chi si trova la sopra.Una volta ci siamo trovati nel bel mezzo di un uragano...Le onde avevano assunto la forma montagnosa,vale a dire..una punta di 20/30 mt,ed un buco sotto di altrettanti metri.Il vento che tirava a 140 nodi...fulmini...sembrava di stare in un girone dantesco.Fino a che è giorno le vedi le onde ti fanno paura.Quando scende la notte e trovarsi nel bel mezzo di questo pandemonio ti prende il terrore di morire.Nessun punto di riferimento nulla di nulla.Solo il presentimento di non arrivare mai piu' a casa.Fortuna che la nave non si è spezzata in due tronconi.Poveri cristi,speriamo che vada tutto bene.

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