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Julian Assange torna in libertà: "La giustizia non è ancora morta"

A Londra il fondatore di Wikileaks è uscito dal carcere: respinto ricorso della procura svedese

Julian Assange torna in libertà: "La giustizia non è ancora morta"
La Royal Court of Justice ha approvato la libertà su cauzione per Julian Assange. Lo ha riferito Sky News. L'Alta Corte di giustizia di Londra ha così respinto il ricorso della procura svedese contro la libertà su cauzione per il fondatore di Wikileaks, decisa dal magistrato di Westminster. Assange, dunque, ha pagato una cauzione, che dovrebbe essere di 200mila dollari più 40mila in fideiussioni, ed è tornato in libertà, sebbene con un domicilio coatto con obbligo di firma. Dovrà anche portare un braccialetto elettronico per essere sempre localizzabile ovunque. Viene quindi respinta la richiesta dei pubblici ministeri, secondo i quali per Assange c'è "concreto pericolo di fuga".

LE PRIME PAROLE DA UOMO LIBERO - "La giustizia non è ancora morta": ecco le prime parole di Julian Assange appena uscito dal palazzo dell’Alta Corte di Londra. "E' magnifico sentire di nuovo l’aria frizzante di Londra", ha affermato il fondatore di Wikileaks, che poiha ringraziato quelli che, nel mondo, hanno avuto fiducia in lui, a partire dai suoi avvocati e da chi ha concesso le fideiussioni "nonostante le grandi difficoltà e le avversità". Assange ha poi ringraziato i rappresentanti della stampa e il sistema giudiziario britannico. "Durante il mio periodo di confino in una cella, ho avuto tempo di riflettere sulle condizioni di coloro che nel mondo sono isolati e sono in condizioni più difficili delle mie - ha spiegato - Queste persone hanno bisogno anche loro delle vostre attenzioni e del vostro sostegno, spero di continuare il mio lavoro e di provare la mia innocenza".

Il giudisce Ouseley ha deciso per la scarcerazione in attesa dell'udienza sull'estradizione l'11 gennaio, fissando tra le condizioni alla libertà su cauzione che il capo di Wikileaks consegni il passaporto, porti il braccialetto elettronico e che si rechi ogni giorno a firmare alla stazione di polizia. Fuori dalla corte sono scoppiati applausi da parte dei sostenitori dell'australiano. Tra i volti noti che lo hanno appoggiato ci sono anche i registi Ken Loach e Michael Moore, che ha versato 20mila dollari.

Assange dovrà risiedere nella villa dell'amico e sostenitore Vaughan Smith nel Suffolk. L'udienza sul ricorso contro la libertà su cauzione è durata in tutto 90 minuti.

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Commenti all'articolo

  • peroperi

    17 Dicembre 2010 - 00:12

    Potremo dire di essere liberi il giorno in cui ogni nostro interlocutore avra' la stessa preparazione scolastica al massimo livello. Quando tutti potranno esprimere in piena coscenza, liberta' e cultura le proprie idee senza essere sopraffatti dagli intellettuali che usano il pensiero come mestiere, potendo confrontarci ognuno con chiunque, quel giorno potremo dire di essere uomini liberi. Il vero guaio del nostro paese è l'ignoranza, i troppi soldi incircolazione in mano ai furbi ed alle mafie e gli intellettuali venduti al potente del momento. Il tutto genera violenza e disuguglianza civile. La proposta è di garantire ad ogni cittadino di buona volonta' il massimo grado di istruzione anticipandogli le somme necessarie per terminare gli studi, somme che potranno essere rimborsate nel corso della vita con stipendi ben superiori di quanto si sarebbe potuto guadagnare senza istruzione.

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  • peroperi

    16 Dicembre 2010 - 23:11

    Caso Assange Sono d'accordo sulla liberta' di stampa, ma solo a condizione che tutta la popolazione abbia avuto la possibilita' di accedere ai massimi gradi di studio. Altrimenti sarebbe troppo facile per i "preparati" sottomettere i meno colti alle proprie idee. Il vero problema non è la liberta' di stampa ma la parita' di preparazione tra tutti gli uomini. Per consentire la possibilita' di accedere all'universita' a tutti i giovani di buona volonta' sarebbe necessario un piano di finanziamento agli studi rimborsabile dal futuro laureato durante l'arco della vita quando guadagnera' meglio di quanto avrebbe potuto fare senza titolo di studio

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  • giuseppe57

    16 Dicembre 2010 - 17:05

    d'accordo, è facile, ma non è colpa mia se abbiamo un ministro degli esteri che a proposito di Assage ha parlato di complotto contro l'Italia e di volontà di distruggere il mondo. E invece anche in England una succursale degli italici giudici comunisti che fa ?? Lo libera. Ma Frattini alle dichiarazioni ha fatto seguire una denuncia per reati gravissimi contro la sicurezza dell'Italia e del mondo intero o le sue sono solo le parole al vento di un quaquaraquà ??

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  • ateo39

    16 Dicembre 2010 - 14:02

    chissa come sarà addolorato il povero frattini.

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