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La Corrida perde pezzi: censurata anche dalla tv

Spagna, l'indignazione di toreri ed estimatori. La solita scusa: "Lo show è un pezzo di cultura nazionale"

La Corrida perde pezzi: censurata anche dalla tv
Con la motivazione che la televisione non può trasmettere la Corrida durante gli orari di televisione protetta, semplicemente poiché troppo violenta, la Spagna si prepara a dirle addio. Almeno per quanto riguarda l'emittente pubblica Tve.

Ovvia l'indignazione del gruppo Unione Toreri, capeggiati dal coordinatore Inigo Fraile, che accusano la Tve di ipocrisia, insinuando che durante la fascia garantita passino in televisione rappresentazioni molto più diseducative. Questo non toglie che la censura dello show di morte e violenza non possa considerarsi così sbagliata. In effetti, si fatica anche solo a definire folklore il massacro pubblico di animali in nome del divertimento e dell'eccitazione delle massa. La scusa è sempre la stessa: "La Corrida è un bene culturale nazionale". Così la pensavano anche dei grandi estimatori della tauromachia, quali il pittore Francisco Goya e lo scrittore Hernest Hemingway.

La Corrida, però, è da tempo che ha cominciato a perdere pezzi. Per esempio, recentemente è stata bandita in Catalogna, mentre il sangue conitnua a piacere alle regioni di Valencia e Madrid. Procorsero i tempi, infine, le isole Canarie, dove la mattanza divenne illegale nel 1991.

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Commenti all'articolo

  • Bobirons

    11 Gennaio 2011 - 20:08

    Non sono un animalista sfegatato. Ma tanti ani fa ebbi occasione di vedere una corrida, Goyesca, e quindi inframezzata da coreografie reminiscenti dei tempi passati. Ma il cuore dell'evento fu quello dell'assassinio della bestia, prima ridotta quasi all'impotenza fisica dai picadores, poi dai banderilleros, quindi sfinita dall'abile gioco del torero che faceva in modo che le ferite ed i ferri, le banderillas appunto, conficcate nel possente collo della bestia, tramite emorragie esterne e forse interne e lesioni all'apparato muscolare rendessero l'animale praticamente impotente. Da allora sono stato un fiero oppositore di questo spettacolare eccidio. Ma le autorità europee, tanto solerti a proteggere gli storni, animali liberi e potenzialmente dannosi per alcuni raccolti, non hanno niente da obbiettare a questo DISGUSTOSO ECCIDIO ?

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