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Gaza, diplomazia in campo

Ue a Israele: cessate il fuoco

Gaza, diplomazia in campo
L'operazione militare lanciata da Israele contro Hamas nella striscia di Gaza "è solo alla prima di diverse fasi già approvate dal gabinetto per la sicurezza". Lo ha dichiarato stamane il premier israeliano Ehud Olmert a conclusione di un colloquio col presidente Shimon Peres.
Immediatamente scendono in campo le diplomazie, per tentare di trovare una soluzione al conflitto. I ministri degli esteri dell'Unione Europea hanno chiesto un «cessate il fuoco permanente» a Gaza per consentire un «accesso umanitario». Lo ha detto il capo della diplomazia francese, Bernard Kouchner, intervistato dalla tv Tf1. Il governo israeliano ha annunciato che esaminerà la proposta europea inviata da Parigi. Anche per questo, Nicolas Sarkozy riceverà il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, giovedì prossimo all’Eliseo.

Le parole di Olmert, dopo che Israele aveva respinto qualsiasi ipotesi di una tregua con Hamas fino a quando la minaccia dei razzi non sarà cessata, dicendosi pronto a prolungare le operazioni militari nella Striscia di Gaza anche per "settimane".
"Non c'è spazio per alcun cessate-il-fuoco" ha dichiarato il ministro dell'interno israeliano, Meir Sheetrit, alla radio militare. "Il governo (di Israele) è determinato a rimuovere la minaccia (dei razzi palestinesi) al sud. Quindi l'esercito israeliano non deve fermare l'operazione ("Piombo Fuso") prima di aver piegato la volontà dei palestinesi, di Hamas, di continuare a tirare su Israele. Questo è l'obiettivo e deve essere raggiunto", ha concluso Sheetrit. Il viceministro israeliano alla difesa, Matan Vilnay, a sua volta ha dichiarato che lo stato ebraico "è preparato a prolungare la sua azione per settimane".
I generali isrealiani chiedono 48 ore di tregua I vertici della Difesa israeliana vogliono chiedere al premier Ehud Olmert di mettere in moto un'iniziativa diplomatica per una tregua di 48 ore con Hamas, prima che diventi necessaria per iniziare un attacco di terra contro la Striscia di Gaza. Lo scrive sul suo sito il quotidiano "Haaretz", che cita fonti della difesa, secondo cui la tregua non dovrebbe essere necessariamente unilaterale, ma piuttosto dovrebbe fondarsi sulla proposta fatta nelle ultime ore dal ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner.
E nella notte appena trascorsa sono proseguiti i raid aerei. Fonti del movimento islamico palestinese Hamas e testimoni locali riferiscono che decine di aerei israeliani stanno continuando praticamente senza sosta a colpire obiettivi governativi e dei servizi di sicurezza
Il Consiglio di sicurezza dell'Onu Cessate il fuoco immediato, ripresa piena degli aiuti umanitari, dispiegamento di osservatori internazionali e una presenza europea sul territorio. Sono questi i quattro punti del testo di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite al quale stanno lavorando Italia e Francia.
L'Ue: tregua immediata L'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue Javier Solana ha lanciato un appello ad Hamas e a Israele a cessare il fuoco a Gaza e a consentire il passaggio dei convogli umanitari. Parole che in sostanza prefigurano quanto dovrebbe chiedere i ministri degli Esteri dei Ventisette che si riuniscono questa sera a Parigi. "La formula su cui si lavora e sulla quale si deve ancora insistere - ha dichiarato il 'ministro degli Esteri' dell'Ue alla Radio Nazionale spagnola - si basa su tre punti fondamentali: il primo è la tregua immediata, il secondo è l'apertura dei punti di passaggio tra Gaza ed Egitto e tra Gaza e Israele", e "il terzo è la ripresa immediata degli aiuti umanitari". Solana ha sottolineato che l'apertura dei posti di frontiera "dovrebbe avvenire anche con la cooperazione dell'Unione Europea". L'Alto rappresentante ha ricordato che "abbiamo siamo stati già dispiegati nella fascia sud e siamo pronti a ritornarci". Il riferimento è alla missione Ue per la gestione del valico di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza.
Frattini: Israele non progetta attacco terrestre Israele non ha intenzione di condurre un attacco di terra contro la Striscia di Gaza. E' quanto ha assicurato il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha detto di aver ricevuto conferme in proposito da parte della collega israeliana Tzpi Livni, mentre il presidente Giorgio Napolitano e' stato informato da Shimon Peres. "Hanno confermato di non avere intenzione di condurre un attacco di terra su Gaza, per le conseguenze che questo comporterebbe, con la parziale rioccupazione di Gaza - ha detto Frattini, parlando al Senato - sia per l'impegno di un'azione militare di terra, con conseguenze ancora piu' tragiche in termini di vite umane".

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Commenti all'articolo

  • dbocchino

    31 Dicembre 2008 - 18:06

    gli arabi hanno la testa da arabo. finchè ci saranno arabi non ci sarà mai pace

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