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Gaza, parte l'offensiva da terra

I tank entrano nella Striscia

Gaza, parte l'offensiva da terra
Ottavo giorno dell'operazione 'piombo fuso' a Gaza. Dopo i raid aerei anche l'artiglieria israeliana è entrata in azione e ha iniziato a tirare su Gaza. E in serata forze di terra israeliane sono entrate stasera in due diversi punti della Striscia di Gaza. Il tutto accompagnato da un avvertimento: "Lasciate immediatamente Gaza".
Secondo un comunicato diffuso dall' ufficio del premier Ehud Olmert, l'esercito israeliano ha ricevuto l'ordine di occupare nella striscia di Gaza le aree di lancio dei razzi su Israele. Le forze di terra sono entrate stasera in due diversi punti della Striscia: è stata una piccola colonna di blindati a penetrare all'interno della Striscia da due località a nord, nei pressi di Beit Lahiya, lo stesso posto dove è stata colpita la moschea (nel campo profughi di Jabaliya); in seguito all'attacco sono morti 13 palestinesi (quattro i bambini, compresi due fratelli di 10 e 12 anni), 60 i feriti di cui 16 gravi. Le truppe dell'Idf avanzano appoggiate da elicotteri d'attacco.
I tiri d'artiglieria, secondo quanto riportato dal sito del quotidiano Haaretz, sono iniziati alle 16.30 locali (15.30 italiane) e le granate sono piovute in particolare su Beit Hanun e a Jabaliya, nel nord del territorio palestinese. Forti esplosioni sono state avvertite anche a Gaza City e a ridosso del confine con Israele. Ed è già pronta l'offensiva militare via terra che, riferiscono fonti, potrebbe partire nella notte. In questi giorni Israele ha infatti ammassato truppe e mezzi corazzati a ridosso del confine con la Striscia.
Immediata la reazione di Hamas, che ha minacciato il rapimento di altri soldati israeliani in caso di un'offensiva terrestre da parte dello Stato ebraico. "Se entreranno a Gaza, Gilad Shalit avrà nuovi amici", ha detto la radio del movimento integralista palestinese riferendosi al militare catturato da Hamas il 25 giugno 2006 e da allora prigioniero a Gaza. A Shalit ha fatto riferimento anche a Khaled Meshaal, il capo dell'ufficio politico di Hamas in esilio a Damasco, il quale, parlando alla tv satellitare araba 'al-Jazira', ha detto fra l'altro che "Hamas non capitolerà nè si piegherà di fronte alle condizioni poste da Israele". E infine aveva minacciato: "Potremmo avere un secondo, un terzo, un quarto Shalit".
E volantini firmati dai vertici militari israeliani sono stati lanciati stamattina sul nord della Striscia di Gaza, per avvertire gli abitanti di lasciare immediatamente l'area del conflitto. Lo riferisce la Cnn.
In mattinata l'Aeronautica israeliana ha centrato un altro obiettivo: Abu Zakaria al-Jamal, leader dell'ala militare di Hamas, le Brigate al Qassam. Al-Jamal, terzo leader di Hamas ucciso in questi otto giorni, i trovava a bordo di un'auto quando i caccia dello Stato ebraico hanno aperto il fuoco.
L'uccisione segue l'avvertimento del leader del movimento di resistenza islamico in esilio a Damasco, Khaled Meshaal: "Israele sarà sconfitto nel caso di un'invasione della Striscia di Gaza. Siamo pronti alla sfida, questa battaglia ci è stata imposta e confidiamo nella vittoria, perchè abbiamo fatto i nostri preparativi", ha messo in guardia".
Intanto le Brigate al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno rivelato di aver respinto un tentativo di infiltrazione a Gaza di soldati israeliani. Secondo quanto riferito dalla radio dello Stato ebraico, che cita un portavoce dei militanti, le forze di difesa israeliane avrebbero tentato di entrare in città dal sobborgo di Shajaiyeh, ma, intercettate dai miliziani, che hanno sparato al loro indirizzo sei colpi di mortaio, sarebbero state costrette a ritirarsi.
Un secondo comandante di Hamas è stato ucciso durante i raid israeliani: si tratta del comandante Mohammed Maaruf, colpito mentre viaggiava su un'auto a Khan Yunis.
Israele lancerà una massiccia offensiva di terra nella Striscia di Gaza questa notte, dopo l'avvenuta evacuazione di tutti gli stranieri. È questo scrive in esclusiva sul suo sito il Times di Londra. Senza citare fonti, il quotidiano riferisce di avere appreso che l'esercito dello stato ebraico invaderà Gaza con centinaia di uomini e di mezzi blindati per un blitz terrestre contro le strutture militari di Hamas che farà seguito a una settimana di raid aerei.

Venerdì, settimo giorno degli attacchi, il bilancio delle vitiime era già tragico: 430 i palestinesi uccisi e 2.200 i feriti dall'inizio dell'offensiva. I morti di oggi sono 8, fra cui 3 bambini. Lo ha reso noto Moaweya Hassanein, responsabile della medicina d'urgenza nella Striscia di Gaza.
Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa palestinese 'Maan', che cita fonti mediche locali, sarebbero invece 5 i giovanissimi uccisi oggi. Tre di loro hanno perso la vita in un raid avvenuto nel villaggio di al-Qarara, nella parte meridionale della Striscia. Secondo testimoni oculari, facevano tutti parte della stessa famiglia e stavano giocando davanti alla loro casa quando è caduto un missile che li ha centrati in pieno, uccidendoli sul colpo. La quarta giovane vittima era un ragazzo di 15 anni. La quinta una bambina di 6 anni, morta in ospedale in seguito alle ferite riportate.
Prima dell'alba, ha detto una portavoce militare, sono stati colpiti 20 obiettivi di Hamas. Fra questi sono state prese di mira case di 15 importanti militanti del movimento. Prima degli attacchi gli israeliani hanno avvisato per telefono gli abitanti delle case vicine e o sparato colpi d'avvertimento per ridurre le vittime civili.
Hamas sotto tiro Tra gli obiettivi centrati, l'abitazione dell'ex ministro di Hamas per gli Affari dei prigionieri, Atef Adwan, e alcuni tunnel sotto la Philadelphi Route, lungo il confine egiziano. Ne hanno dato notizia sempre fonti palestinesi, secondo le quali nell'attacco contro la casa non si sono registrate vittime, mentre dagli israeliani non è arrivata al momento alcuna conferma. Dalle Forze di difesa dello Stato ebraico è giunta invece la notizia del bombardamento dell'abitazione di un terrorista, Muhammad Maatuk, a Jabalya, adibita a deposito di armi e punto d'accesso a un tunnel sotterraneo. Secondo testimoni locali, è stata distrutta anche l'abitazione di Imad Aqal, alto comandante dell'ala militare di Hamas.
I timori di un attacco alle centrali nucleari - Il continuo estendersi della gittata dei razzi esplosi da Hamas potrebbe mettere a rischio la centrale nucleare israeliana di Dimona, realizzata agli inizi degli Anni ’50 a circa 10 km dall’omonima cittadina nel Neghev. Lo riferiscono oggi i media israeliani citando informazioni riferite dal sito internet del quotidiano britannico The Times. I timori, secondo fonti israeliane, sono avvalorati dal fatto che Hamas avrebbe di recente ottenuto una fornitura di missili Fajr-3 di fabbricazione iraniana. Questi razzi, che sono in pratica Katyusha di terza generazione hanno una gittata di oltre 45 km, molto superiore a quella dei Qassam, la cui portata non supera una decina di chilometri, e i Grad, con un raggio d’azione minimo di cinque km e massimo di poco più di 20. L’impianto nucleare di Dimona si trova a 35 km a Est di Beersheba, località distante a sua volta 40 km dalla Striscia di Gaza e che è stata colpita per la prima volta negli ultimi giorni.
Hamas: vendicare la morte di Rayan - L'esercito israeliano ha negato di aver ripreso la politica degli omicidi mirati di leader di Hamas. L'obiettivo del raid che ha ucciso uno dei cinque principali leader di Hamas, Nizar Rayan, e sterminato la sua famiglia (4 mogli e 11 dei suoi 12 figli) era la sua abitazione, dove erano stoccati "un gran numero di razzi e di esplosivi". Una portavoce militare ha affermato che "la gente nella casa era stata avvertita". Migliaia di palestinesi hanno risposto alla convocazione del "giorno dell'ira" di Hamas contro gli attacchi israeliani e sono scesi in strada per partecipare ai funerali di Nizar Rayan, promettendo che la sua morte sarà vendicata.

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Commenti all'articolo

  • demaff

    05 Gennaio 2009 - 11:11

    era ora che ci fosse l'offensiva di terra

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