Cerca

Gaza in fiamme. Ue: "Tregua"

Livni: No accordi coi terroristi

Gaza in fiamme. Ue: "Tregua"

È scoppiata la battaglia a Gaza City: secondo quanto riferito da testimoni e fonti militari dello stato ebraico, violenti combattimenti sono in atto tra ra Hamas e i militari israeliani. Nel decimo giorno dell'attacco sferrato contro la Striscia di Gaza, sono almeno 50 i palestinesi morti. Dall'inizio dell'operazione 'Piombo fuso', riferisce Muawiya Hassanein, esponente del governo di Hamas, i morti sono in totale 555, mentre i feriti sono 2.700. Fonti mediche palestinesi hanno detto che fra le vittime palestinesi di oggi figurano anche 12 bambini, morti fra Gaza City e Jabaliya.Intanto la scosa notte l'aviazione israeliana ha attaccato oltre cento  obiettivi, mentre le forze terrestri hanno continuato ad avanzare nella Striscia di Gaza. Lo rende noto un portavoce militare di Tel Aviv.

"Le nostre forze aeree hanno attaccato nella notte 130 obiettivi, tra i quali una moschea di Jabaliya adibita a deposito d'armi, abitazioni in cui erano stipate munizioni, e veicoli con a bordo lanciarazzi e uomini armati'', afferma la fonte, secondo la quale ''le forze terrestri israeliane hanno continuato la loro avanzata, appoggiate dall'artiglieria navale''.
Sette persone appartenenti alla stessa famiglia sono rimaste uccise in un bombardamento delle forze israeliane contro una casa alla periferia di Gaza City, il secondo del genere sferrato oggi. Lo riferiscono fonti mediche palestinesi. L'attacco, effettuato in un campo profughi alle porte di Gaza City, segue una prima azione del genere nella mattinata in cui sono morti tre bambini e la loro madre. Secondo le stesse fonti mediche sono quindi 12 in tutto le vittime civili dall'inizio della giornata.


Napolitano: Hamas ha spaccato la Palestina “- La situazione di Gaza è caratterizzata da una presenza come quella di Hamas, che ha segnato la spaccatura del mondo palestinese”: lo ha affermato il presidente Giorgio Napolitano, rispondendo alle domande dei giornalisti a Napoli, dove si trova in visita privata. “Io l'ho constatato quando sono andato lì poco più di un mese fa – ha proseguito il capo dello Stato -, è un elemento di complicazione di una crisi già pesante che si trascina”. Napolitano ha colto l’occasione per esprimere l’auspicio che si possa giungere nel minor tempo possibile ad una tregua, confidando nella missione diplomatica dell’Alto rappresentante dell’Unione europea Javier Solana e del presidente francese Nicolas Sarkozy. “La situazione mi pare molto dura, gli appelli vengono da molte parti, ma mi pare che la difficoltà sia nel concentrare un'azione efficace sul piano politico e diplomatico”, ha continuato Napolitano. “Ci sta provando l'Europa con qualche difficoltà. Mi auguro che anche con la visita della missione europea coordinata da Solana, e con la missione del presidente Sarkozy, si riesca a trovare un filo per realizzare una tregua, ed una sospensione delle ostilità e di aprire una prospettiva di pace”.

Livni: "Se attaccati risponderemo" - Israele non vuole assolutamente sentir parlare di tregue. "Basta con la moderazione, se Israele sarà attaccato risponderà". A chiarire la posizione dello Stato ebraico è il ministro degli Esteri Tzipi Livni, che esclude categoricamente qualsiasi accordo con Hamas: sarebbe come sancire la "fine del processo di pace". ha sottolineato. "Una necessaria guerra al terrore non finisce con un accordo. Noi non firmiamo accordi con i terroristi, noi combattiamo i terroristi", dice la Livni a Gerusalemme, sottolineando che, "se firmassimo un accordo con Hamas, non saremmo più in grado di far avanzare il processo di pace". D'altra parte, sottolinea il capo della diplomazia ebraica, "Hamas continua a non rispettare le condizioni poste dalla comunità internazionale, tra cui l'Europa. Questa è la stessa Hamas che attacca Israele da otto anni, è Hamas che attacca da quando Israele ha lasciato Gaza. Noi insisteremo per raggiungere i nostri obiettivi, fermare il lancio di razzi e il terrore provenienti da Gaza, fermare il contrabbando nella Striscia di Gaza; e deve essere cambiata l'equazione per cui Hamas può attaccare Israele quando le pare, mentre Israele deve esercitare moderazione. Tutto questo è finito il giorno in cui abbiamo lanciato l'operazione, nel momento in cui Israele viene attaccato, risponderà".

L'Anp chiede l'intervento dell'Italia -
Il presidente dell'Anp Mahmud Abbas ha chiesto all'Italia di adoperarsi "per fare pervenire agli abitanti della Striscia di Gaza aiuti materiali e medicinali, così da arrestare il degrado causato dalla chiusura da parte di Israele di tutti i valichi". La richiesta - secondo quanto riporta un comunicato diffuso dall'ufficio di Abbas - è stata espressa in occasione dell'incontro di questa mattina a Ramallah tra il presidente dell'Anp e l'ambasciatore Cesare Regaglini, direttore generale per i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente del ministero degli Esteri.

Hamas: "Vittoria sicura" - Dal canto suo il ministro degli Esteri di Hamas, Mohammed al Zahar, si è detto assolutamente certo della "vittoria finale contro Israele. Con questa aggressione il nemico si è condannato da solo dando al mondo i motivi per l'eliminazione di questa entità temporanea (Israele) in Palestina. Hanno legittimato l'assassinio dei loro bambini uccidendo bambini palestinesi, hanno legittimato la distruzione delle loro sinagoghe e delle loro scuole colpendo le nostre moschee e le nostre scuole". L'esponente di Hamas si è anche scagliato contro l'Onu e in generale contro l'occidente accusandoli di non fare niente per impedire l'offensiva israeliana pretendendo ancora una volta la fine dell'aggressione, il ritiro delle forze israeliane e la revoca del blocco prima di ogni eventuale cessate il fuoco. Quando questo sarà fatto saremo disposti a discutere di tutto quello che può essere nell'interesse palestinese".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog