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Assange in tribunale: "Pronto a collaborare"

Il fondatore di Wikileaks chiede di non essere estradato negli Usa dove rischia la condanna a morte

Assange in tribunale: "Pronto a collaborare"
Julian Assange è nel tribunale di Londra, dove si discute la richiesta di estrazione da parte della Svezia. La difesa denuncia un difetto di forma nella richiesta di estradizione, ovvero che la Procura non aveva il diritto di richiederne l'arresto perché non lo ha incriminato per nessun reato. Gli avvocati che assistono il fondatore di Wikileaks vorrebbero altresì dimostrare che se Assange venisse consegnato agli Stati Uniti, potrebbe finire a Guantanamo, ma anche essere condannato a morte per la diffusione di centinaia di documenti riservati.

"ATTACCO MEDIATICO" - Gli avvocati hanno inoltre affermato che il loro assistito, in Svezia, non avrebbe un processo equo ma è pronto a collaborare con la magistratura di Stoccolma: "L'attacco mediatico subìto dal mio cliente - ha affermato il legale Geoffry Robertson - pregiudicherebbe la riservatezza del processo". Per Assange, inoltre, sussisterebbe anche un "rischio reale di evidente violazione dei suoi diritti".
La decisione del giudice londinese non arriverà prima di martedì, anche se probabilmente il giudice si pronuncerà verso fine mese.

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  • corigan

    08 Febbraio 2011 - 10:10

    portiamo la pace su wikileaks... di marines ne abbiamo ancora

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  • LOSTizy96

    08 Febbraio 2011 - 06:06

    Ok, sì siete molto mele informati! Assange rischia la pena capitale negli stati uniti perché verrebbe accusato di spionaggio (non m’intendo molto di politica estera ma non bisogna essere cittadini Americani per questo tipo di accuse). Ah ah, gli Stati Uniti stato più democratico?! Ma fammi il piacere, và a leggerti quello che fanno a Guantanamo e poi vieni qui a ridirmelo... sono criminali, un po’ come tutti nella politica, sono il paese più forte economicamente e rappresentato come l’unica potenza mondiale... ma il più democratico no! E poi la presunta “Deep Throat” ( gola profonda o informatore per gli ignoranti) è già in prigione, a Quantico in Virginia, dall’ estate scorsa. ( il soldato 23enne dell’intelligence americana Bradley Manning)

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  • fdrebin

    07 Febbraio 2011 - 19:07

    Mi sa che qualcuno e' stato male informato. Infatti Assange non e' cittadino americano ma australiano, quindi non rischia nessuna condanna a morte, in quanto non puo' essere incriminato di alto tradimento o menate del genere. Rischia la morte, che e' una cosa diversa. Un discorso diverso merita chi (se mai si sapra' chi e' stato) gli ha passato i cable, o chi ha permesso che questi documenti "no foreign" arrivassero nelle sue mani, e quindi alla diffusione mondiale.

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  • Marco V.

    07 Febbraio 2011 - 18:06

    Ma vi sembra normale che gli USA, uno dei paesi che si considera piu democratico del mondo, possa chiedere la pena di morte per la pubblicazione di documenti riservati? E non ditemi che per colpa di Assange rischiano la vita diverse persone che sono menzionate nei documenti,sono tutte cavolate: la verita (sulle guerre,sui politici,ecc,ecc) e l unico strumento che abbiamo per poter criticare il potere,se no siamo solo servi e la democrazia e a rischio. Assange non lo ha fatto per denaro, ma per amore della verita, condividento gratis ogni documento scottante. Se il perseguimento della verita, significa condanna a morte, allora vuol dire che siamo peggio dei paesi islamici che tirano le pietre alle donne adultere.

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